Ancora sanzioni UE per l’Iran


Il programma di riarmo nucleare di Teheran e’ al centro dell’attenzione della comunita’ internazionale da alcuni anni, ma l’Unione Europea e’ impegnata dal 2011 anche sul campo dei diritti umani in Iran. Per questa ragione, il Consiglio di ieri ha deciso di aggiungere ulteriori individui alla lista nera dei responsabili per le violenze interne al Paese che si ripetono dalle dure repressioni del 2010. Questa decisione e’ molto importante perche’ avviene durante una fase delicata del negoziato sul nucleare dimostrando che l’UE e’ in grado di prendere decisioni chiare in politica estera.

Il programma nucleare iraniano ha preoccupato la comunita’ internazionale fin dai primi anni 2000 quando reattori costruiti in Iran furono scoperti dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA). Come stato firmatario del patto di non-proliferazione l’Iran ha la possibilita’ di accedere al know how necessario per sviluppare capacita’ atomiche a scopi civili, ma deve farlo secondo regole di trasparenza indicate dall’AIEA. Visto che queste regole sono state violate, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha deciso di imporre sanzioni nel dicembre 2006 ritenendo la situazione iraniana una minaccia per la pace e la stabilita’ internazionale. L’Unione Europea ha seguito il Consiglio di Sicurezza ed e’ andata oltre imponendo un embargo alle importazioni di petrolio nell’estate 2011. Benche’ questo sia il tema principale sui media, i 27 paesi membri hanno seguito anche un’altra strada.

In seguito all’ondata di protesta in Iran iniziata nel 2010 che si e’ chiusa con violente repressioni, il Consiglio ha deciso di congelare i beni e di vietare l’accesso al territorio dell’Unione ad una serie di individui ad inizio 2011. Ieri, il regime sanzionatorio e’ stato prolungato fino al 13 aprile 2014 e 9 persone sono state aggiunte alla lista che oggi contiente 87 individui ed un’entita’.

Questa decisione e’ ben piu’ ‘che banale. Meno di dieci giorni fa, dopo molti mesi, la comunita’ internazionale si e’ incontrata ad Almaty in Kazhakistan per riavviare la trattativa diretta con il regime di Teheran. La decisione del Consiglio di estendere le sanzioni si inserisce fra quell’incontro ed il prossimo in programma per il mese di aprile e rischia di alimentare tensioni che potrebbero contribuire a far deragliare la trattativa. La decisione di imporre ulteriori sanzioni in questi contesto indica una presi di coscienza del Consiglio e delle istituzioni UE di iniziare ad avere un peso ineludile anche nelle questioni internazionali, soprattutto quando la leadership UE e’ all’altezza.

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