Ancora un rinvio per Romania e Bulgaria in Schengen


L’Unione Europea ha nuovamente rinviato la decisione di allargare a Romania e Bulgaria le regole sulla libera circolazione del trattato di Schengen. Il ministro di giustizia irlandese Shatter ha dichiarato che il tema verra’ trattato prima della fine del 2013 visto che esistono ancora molte resistenze da parte di alcuni stati membri. I cittadini romeni e bulgari possono viaggiare all’interno dell’Unione Europea da quando i loro paesi sono diventati membri UE nel 2007, ma restrizioni esistono per quanto riguarda la possibilita’ di lavorare e vivere nel territorio dell’Unione.

I rilievi principali sono venuti da Olanda e Germania. L’Olanda ha ritenuto che la Romania non abbia ancora riformato il sistema giudiziario e che la certezza del diritto sia ancora troppo debole per garantire un controllo delle frontiere. La Germania ha condiviso questa valutazione, ma aggiunto una considerazione politica visto che le autorita’ locali stanno avendo problemi nel gestire i flussi migratori dalla Romania che rappresentano un costo per il sistema di welfare tedesco. Il fenomeno e’ chiamato “turismo del welfare”.

L’allarme era gia’ stato lanciato nel 2011, quando in Germania arrivarono quasi 20000 cittadini bulgari e 33000 romeni pari ad un aumento del 25% rispetto all’anno precedente. Ad oggi 90000 cittadini bulgari e159000 romeni vivono in Germania, ma questi non sono autorizzati a lavorare fino al 2014 a meno che non si dichiarino lavoratori indipendenti.

Il ministro Shatter ha precisato che Germania ed Olanda non sono stati i soli ad esprimere dubbi sul tema. I media hanno riferito che anche Belgio, Francia, Finlandia, Danimarca ed Austria, oltre al Regno Unito, si sono opposte alla piena partecipazione di Bulgaria e Romania alle regole di Schengen per lo scarso impegno dei due paesi nella lotta alla corruzione ed alla criminalita’ organizzata.

La questione e’ ora in mano alla Lituania come presidente di turno dell’Unione nella seconda parte del 2013.

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