Auguri


La fine della Guerra Fredda aveva portato anche la speranza del dividendo della pace. Sarebbe stato possibile risparmiare risorse in armamenti e spenderle in altre cose. Le spese per gli eserciti sono scese, ma il mondo non e’ piu’ sicuro di prima. Il 2015 e’ iniziato con 45 conflitti armati in atto.

Io non conosco la guerra, ma quando cerco di immaginarmela lo faccio pensando ai bambini. Penso a quelli che muoiono sotto le bombe, e penso a quelli che combattono per volere dei grandi, ma non solo. Penso a quelli coraggiosi, che sembrano bimbi ma che, in realta’, sono molto piu’ adulti di tanti adulti. Ma penso anche a quelli che giocano. Quelli che, nonostante il dolore che li circonda, trovano tante ragioni per vivere. Il gioco e’ l’arma migliore per curare le sofferenze e, forse, superare il rancore. Come Giosuè nella Vita e’ Bella. Ma non e’ sempre cosi’.

Mi ha colpito molto una foto che ho visto qualche tempo fa. E’ la foto di due bambini che giocano sulla spiaggia. Il primo, che veste il completo di una squadra di calcio molto conosciuta, e’ inginocchiato di fianco all’altro, il quale e’ sdraiato e ricoperto di sabbia come un corpo senza vita portato dalle onde. Giocano. Uno si finge morto, e l’altro lo guarda. Sullo sfondo decine di bambini che giocano su una spiaggia di un paese piegato da una guerra che dura da decenni. Questi bambini giocano, ma il retrogusto e’ amaro. Questa foto avrebbe un altro significato se scattata su qualsiasi spiaggia italiana. Il bambino che si finge morto sarebbe solo un’emulazione di un film. Ma in Somalia no. Quei bimbi stanno emulando la realta’, e presto la dovranno affrontare.

Buon 2015.

Foto di Mohamed Abdiwahab/AFP-Getty Images.

 

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