Barroso faccia come Hallstein, l’UE ha bisogno di una guida


Pare che il piano di salvataggio per Cipro sia finalmente arrivato. I conti correnti garantiti non verranno toccati e le perdite saranno concentrate su obbligazionisti e sui grandi correntisti con perdite fino al 40%, ma il piano dovrebbe essere sufficiente per impedire l’uscita di Cipro dall’euro. Purtroppo questa vicenda ha sottolineato di nuovo, come se ce ne fosse ancora bisogno, la leggerezza della leadership delle istituzioni europee. Il presidente Van Rompuy ed il presidente Barroso non sono quasi mai citati nella trattativa con Cipro, ma la UE avrebbe bisogno di una guida ferma in tempi di tempesta.

Il piano di salvataggio concentra le perdite sulle due principali banche: la Banca Popolare di Cipro (conosciuta come Laiki) e la Banca di Cipro. Laiki verra’ chiusa, i correntisti sotto i 100.000 euro verranno trasferiti a Banca di Cipro, ed i conti superiori a quella cifra utilizzati per coprire le perdite. Il destino di Laiki e’ gia’ stato deciso, mentre i dettagli della ristrutturazione che riguardera’ la Banca di Cipro saranno negoziati nei prossimi giorni dal governo di Nicosia con la Troika, ma una ricapitalizzazione appare al momento necessaria.

Le reazioni che si trovano al momento sono positive, ma provengono sono da rappresentanti degli stati membri. Sostanzialmente, tutti gli articoli che ho letto fino a qua riportano i commenti di del super-ministro delle finanze tedesco Scheuble, il quale detto che il nuovo piano e’ in linea con quanto auspicato sin dall’inizio dalla Germania, e del presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem, il quale crede che questo piano sia migliore del precedente perche’ avvia la riforma delle banche che rimane il problema centrale della crisi cipriota.

Si trovano anche reazioni del presidente di Cipro e di Christine Lagarde del Fondo Monetario Internazionale, ma gli autori dei vertici delle istituzioni europee non sono noti. Secondo euobserver, il presidente Van Rompuy avrebbe svolto un ruolo chiave nella trattativa, ma non in quanto presidente del Consiglio Europeo, bensi come “abile diplomatico belga”. Il presidente Barroso e’ missing in action, apparentemente presente nelle negoziazioni della Troika, ma non sono note prese di posizioni europeste oltre la posizione degli stati membri.

I vertici delle istituzioni europee sono silenti negli anni piu’ difficili dell’euro e dell’UE. L’interesse degli stati membri sembra dominante nelle crisi che l’eurozona deve affrontare in questi mesi. Si parla spesso del volere della Germania, degli interessi delle banche francesi, e di quanto siano bellicosi i frequenti eurosummit, ormai con cadenza quasi mensile, che si svolgono per dare una soluzione alla crisi dell’euro.

Barroso e Van Rompuy dovrebbero farsi carico di indicare la via d’uscita europea alla crisi dell’eurozona. Chi meglio di loro potrebbe svolgere una funzione di moral suasion verso gli stati membri e verso i cittadini europei, chi meglio di loro ha la responsabilita’ di indicare quali sono le criticita’ di un’unione monetaria imperfetta e di un mercato che dovrebbe essere unico, ma e’ in realta’ ancora molto lontano dal funzionare come tale in modo da riequilibrare le divergenze di produttivita’ e salariali che ancora caratterizzano profondamente le 27 economie degli stati membri?

La storia offre lezioni importanti e si guarda spesso ai padri fondatori per trovare le soluzioni a problemi difficili. L’Unione Europea non ha una storia secolare, ma l’esperienza del primo presidente della Commissione, il tedesco Walter Hallstein, potrebbe essere una buona ispirazione per il presidente Barroso, il quale essendo gia’ al secondo mandato non ha il problema di essere rinominato. Nel 1964, Hallstein propose un salto di qualita’ verso la costituzione di un mercato unico cercando maggiori poteri per la Commissione. Si schiero’ per la causa europea contro l’interesse degli stati membri, perse la battaglia e si dimise, ma indico’ la direzione inevitabile verso la quale le istituzioni comunitarie avrebbero dovuto andare. Quando nuvoloni neri si addensano periodicamente sul futuro dell’UE, ci sarebbe grande bisogno di avere una leadership in grado di indicare la strada per una maggiore integrazione come soluzione all’eurocrisi. Che dice presidente Barroso?

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