Barroso sposa la Merkel: la debolezza delle istituzioni comunitarie


(post di qualche giorno fa)

Le dichiarazioni del presidente Jose Manuel Barroso sono passate abbastanza inosservate in Italia, mentre c’era da aspettarsi che una difesa di questo tipo della Cancelliera avrebbe dato un’opportunita’ ai pasdaran del Belpaese per attaccare le politiche di austerita’ europee. Il presidente Barroso si e’ allineato alle scelte di Angela Merkel chiedendo fiducia nei confronti della Germania: “La Merkel sa quel che fa” e’ il succo del discorso pronunciato da Barroso il quale ha, purtroppo, mancato di nuovo al suo dovere di presidente della Commissione europea.

Barroso ha smarcato la Merkel dalle politiche di austerita’ che hanno segnato la direzione politica dell’Unione negli ultimi anni. Il Presidente della Commissione ha sostenuto che i problemi economici di Francia e Portogallo non sono ascrivibili alla Cancelliera, la quale sarebbe il capo di stato che meglio ha compreso le cause della crisi dell’euro. Queste dichiarazioni appaiono fuori luogo almeno per due ragioni.

Primo, Barroso ha dichiarato che l’austerita’ ha raggiunto il limite, gesto interpretato da molti come un rimprovero alle politiche tedesche. In un’altra occasione, l’oggetto della critica di Barroso era stata l’incompletezza del mercato unico come concausa della crisi. Come puo’ essersi dimenticato di tutto cio’? Non parliamo di comunitarizzare il debito, cosa che sarebbe naturale all’interno di un mercato comune, ma di aprire i mercati come valvola di sfogo per il riequilibrio fiscale e’ certamente qualcosa di cui parlare. Barroso rappresenta tutti i cittadini europei, ed e’ l’istituzione piu’ importante che deve fare questo.

Secondo, Barroso e’ entrato a piedi uniti nella politica interna di un Paese. Probabilmente la Merkel ha apprezzato l’endorsement dato da Barroso su Die Welt in vista delle elezioni di settembre, ma il Presidente della Commissione non deve occuparsi della politica dei paesi. Non solo perche’ influenza il gioco democratico al quale lui non deve partecipare, ma perche’ cosi’ facendo deligittima ed indebolisce la credibilita’ dell’istituzione che rappresenta.

Da tempo segnalo come il silenzio delle istituzioni europee sia un problema serio per il funzionamento del mercato unico. Barroso ha ragione quando dice che la Merkel non e’ la responsabile delle politiche dell’austerita’. Il governo tedesco rappresenta soprattutto gli interessi dei cittadini tedeschi ed e’ solo uno dei 27 stati che compongono il mercato unico. Al contrario, le istituzioni europee rappresentano tutti i 27 paesi membri e tutti i loro cittadini, quindi la loro guida, anche solo di indirizzo politico, e’ fondamentale per andare oltre questa crisi.

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