Chaillot Paper – Come funzionano le sanzioni EU: una nuova narrativa


L’Unione Europea (UE) ha dedicato un’attenzione crescente alle sanzioni dall’entrata in vigore del Trattato di Maastricht. Complessivamente, il Consiglio ha imposto sanzioni di Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC) colpendo paesi, settori economici, gruppi, individui ed entita’ in 27 occasioni differenti. La novita’ di questa pratica e’ che i bersagli non sono piu’ solo stati, come nei casi recenti di Iran e Siria, ma anche individui ed entita’ non statuali, come nel caso della lista anti-terrorismo, del presidente Robert Mugabe e i suoi sostenitori, e numerose aziende collegate alla giunta militare in Birmania/Myanmar solo per fare alcuni esempi. Inoltre, i contesti nei quali le sanzioni vengono utilizzate sono profondamente differenti, andando dalla protezione dei diritti umani alla gestione delle crisi e passando per la lotta alla proliferazione di armi di distruzione di massa.

Nonostante vi siano forti dubbi sulla loro efficacia, l’UE ha sviluppato una politica sanzionatoria ed intensificato il ricorso a questo strumento di politica estera. Le sanzioni erano tradizionalmente usate per imporre delle penalita’ economiche come mezzo per ottenere concessioni politiche, ma le sanzioni UE non impongono sempre un costo economico ed il cambiamento del comportamento non e’ sempre la prima priorita’. In quest’ottica, una nuova narrativa e’ necessaria.

Leggi lo Chaillot Paper no. 129, 13 maggio 2013:

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