Cinque prioritá per il governo Monti


L’entusiasmo di questi giorni, sconosciuto per la politica italiana negli ultimo anni, fa riporre in Monti le speranze per un cambiamento epocale del nostro sistema politico, istituzionale ed economico. Tutti esprimono desideri su cosa sia possibile fare nei prossimi mesi, ed anche io voglio partecipare alla compilazione della letterina per Babbo Monti indicando cinque prioritá per l’attivitá di governo.

La prima cosa é il riodino del sistema fiscale in favore degli investimenti e contro le rendite di posizione. Per usare un termine noto, sono in favore di una patrimoniale che non abbia l’obiettivo di raccogliere soldi qua e lá, ma quello di creare un sistema che renda piú conveniente gli investimenti nelle imprese e l’utilizzo o la vendita di patrimonio non utilizzato. La crescita ne avrebbe un grande giovamento.

La seconda prioritá é quella di inserire maggiore competitivitá nel sistema. Un pacchetto di cambiamenti che colpisca molte lobbies, ma che vada nella direzione chiara di favorire i consumatori. Mi riferisco alla regolamentazione sugli ordini professionali, alla semplificazione normativa per le imprese, ad una legislazione che favorisca le start-up e venture capitals, ma anche all’abolizione del valore legale del titolo di studio e piú poteri all’antitrust. Ritengo che misure come la privatizzazione dei servizi pubblici locali per abbattere il debito pubblico contribuiscano a rendere il sistema Italia piu competitivo.

Il terzo pacchetto di norme dovrebbe riguardare il problema della legalitá. I processi in Italia sono troppo lunghi, e per uscire dalla banalitá, credo che ci sia bisogno di incentivare i patteggiamenti. I colpevoli devono aver chiaro che andare a processo potrebbe costare loro carissimo, cosí il carico sui tribunali sarebbe alleggerito ed i contenziosi a processo raggiungerebbero la sentenza in tempi ragionevoli. Non solo i processi, ma anche la lotta all’evasione (quasi totale abolizione del contante) e la lotta alle mafie dovrebbe fare parte di questo capitolo.

Il quarto pacchetto di misure dovrebbe riguardare il capitolo istituzionale. Le forze in parlamento parlano da tempo di abolizione delle province, numero dei parlamentari e riforma istituzionale dello stato. Il governo Monti potrebbe avviare la discussione e stimolare il Parlamento in questa direzione.

Infine, il sistema di welfare deve necessariamente diventare europeo. La flex security scandinava potrebbe essere un buon punto di approdo, anche se l’obiettivo potrebbe essere ambizioso per il Belpaese anche nel medio-termine. Tuttavia, la direzione dovrebbe essere quella ed il governo Monti potrebbe favorire l’abolizione del contratto unico, favorire il welfare to work, istitutire il salario mimino garantito, semplificare la giungla normativa per i contratti a tempo determinato, rendere detassabili gli investimenti in ricerca e favorire il rientro dei cervelli in settori strategici del sistema economico-produttivo.

L’Italia é un grande paese all’interno del quale esistono forze produttive di grande valore che sono state a lungo schiacciate da una classe dirigente miope e da un sistema burocratico oppressivo. Il governo Monti dovrebbe liberare queste forze e gettare le basi per un sistema di welfare che riduca i costi sociali di questa transizione. C’é molto da lavorare per riemergere da questa situazione, ma credo che la messa in campo di queste misure indirizzerebbe il paese nella direzione giusta.

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *