Come cambia (cambierebbe) il Senato? Temi e problemi


Sintetico questo articolo della Stampa sulla riforma del Senato di Bresolin, che mi offre lo spunto per scriverne dopo tanto tempo. Tocca alcuni punti che vale la pena sottolineare, e ne manca altri che vale la pena ricordare.

  1. I nuovi poteri del Senato?
    1. Partecipazione in leggi piu’ importanti (Costituzione, trattati, etc).
  2. Composizione?
    1. 100 persone, 5 scelte dal Presidente della Repubblica.
  3. Costi?
    1. Cambia poco, dei 500 milioni del costo complessivo, solo 100 circa verrebbero tagliati (forse, e nel medio periodo).

Purtroppo mancano tanti aspetti piu’ tecnici, ma rilevanti, come:

  1. Rischi per la democrazia?
    1. Qualcuno. Con questa legge elettorale, ci saranno enormi poteri in mano alla maggioranza (e quindi al Premier) della Camera.
  2. Maggiore efficienza o maggiore velocita’?
    1. Andare veloce non significa sempre andare nella direzione giusta. Il Senato perde la funzione di controllo su errori che si possono fare alla Camera. L’Italia e’ abituata al bicameralismo, ci sara’ un periodo di adattamento doloroso.
  3. Immunita’?
    1. Sarebbe meglio parlare di piu’ di quale immunita’ godranno i senatori, perche’ facile immaginare immunita’ utilizzata per coprire azioni fatte nelle regioni che immaginarla come scudo per esercitare la liberta’ di opinione come forma di controllo democratico esercitato sulla Camera (dove stanno molti compagni di partito, comunque).
  4. Tutto chiaro?
    1. Per niente. Ad esempio come si sceglieranno i senatori, tutto delegato ad una legge ordinaria ancora da scrivere. Sono curioso di vedere come verranno gestite le competenze delle province, che nell’articolo di dicono abolite. E mi fermo qua.

Discorso piu’ complesso di come appare nell’articolo, credo che sarebbe meglio affrontare questi temi con maggiore spirito critico. Comunque ci saranno ancora tre voti (due alla Camera ed uno al Senato), oltre al referendum, ed al primo voto del Senato. In altre parole, c’e’ tempo.

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