Cosa mi piace (e non) del governo Renzi


Si puo’ fare un primo bilancio dopo alcuni mesi di governo. Certo, la valutazione non si puo’ fare sui risultati che, si sa, potrebbero arrivare anche dopo anni, ma una riflessione sulla gestione del presente e sulle cose fatte si puo’ certamente fare. Nel complesso il giudizio sull’operato del governo Renzi e’ positivo, se non altro perche’ abbiamo finalmente un premier giovane ed una maggiore credibilita’ dall’estero (senza esagerare pero’). Purtroppo pero’ ci sono anche certi vizi italici di governo che proprio non riusciamo ad eliminare.

Tre cose positive

1. La narrativa e’ cambiata e pare esista una visione dell’Italia del domani che fino ad ora era mancata. Tengo a sottolineare che la visione e’ piu’ presente nella narrazione che nella realta’, ma cambiare la retorica e dare una prospettiva di medio-termine dopo anni di tirare a campare non puo’ che portare un’aria nuova all’ambiente. Ad esempio, mi riferisco all’idea che perdere il lavoro non sia necessariamente un dramma, ma con un sistema di welfare to work e’ possibile fare cose diverse nell’arco di una vita. Questi temi erano marginali fino a pochi anni fa.

2. C’e’ lo sforzo di abbassare le tasse alle imprese. Questa e’ una novita’ perche’ da anni si fanno tante proposte, ma di concreto si e’ visto poco. Ad esempio, l’IRAP era da anni tema di discussione in quanto disincentivo alle assunzioni, ma non si era mai trovata la forza di mettere il problema al centro del dibattito. Con tutti i limiti delle decisioni prese nel 2014, l’abolizione dell’IRAP e’ oggi una priorita’. Le tasse sono solo una delle cause della scarsa competitivita’ dell’Italia, ma questo e’ comunque un buon inizio.

3. C’e’ una visione di Europa che ne rende l’Italia parte, e non vittima. Una retorica difficile da vendere, forse anche anti-populista, ma pragmatica ed ideale dell’Europa. Sarebbe facile parlare male di Bruxelles, come fanno in tanti, mentre e’ piu’ difficile ricordare che Bruxelles siamo noi e che i problemi di casa nostra non sono certo causati da Bruxelles.

Tre cose negative

1. La saggezza popolare dice che la gattina frettolosa fece i gattini ciechi, e questo e’ certamente il maggior difetto del governo Renzi. Se e’ vero che in tempi di crisi bisogna andar veloce, e’ anche vero che la velocita’ dovrebbe valere per la risoluzione dei problemi, e non per la brama di annunciare le riforme. Il governo Renzi deve dare l’impressione di correre, quindi temi cruciali come la riforma del Senato (senza toccare le competenze delle regioni), oppure le province (abolendo solo i consigli provinciali), la riforma della PA (debole rispetto a quello che serve) sono stati trattati in modo forse troppo sbrigativo. La Costituzione non si riforma ogni giorno, quindi bisognerebbe sapere che se non si fanno bene certe riforme, poi le conseguenze sono pensanti per qualche tempo. Al netto della necessita’ di creare consenso, e questo Renzi lo sa fare benissimo, bisogna anche fare bene per avere effetti positivi nel medio-lungo termine.

2. Abbiamo fatto di tutto per mandare la Mogherini a fare l’Alto Rappresentante, cosa che ci rende fieri, ma che fine ha fatto la politica estera dell’Italia? La retorica della politica estera comune e dell’Europa unita si infrange contro il muro della realta’ quando parliamo di ISIS, di scambi commerciali, o di Russia, solo per fare qualche esempio. L’Italia non e’ una grande potenza e non puo’ comportarsi come tale, ma un Paese come il nostro ad alta vocazione internazionale non si puo’ permettere di non avere una politica estera.

3. La terza cosa e’, in realta’, un concentrato di vecchi vizi del Belpaese. La legge di stabilita’ offre vari spunti. Si mettono tasse retroattive e si cancellano riduzioni gia’ decise per abbellire i conti odierni peggiorando quelli futuri. Si cannibalizza il risparmio privato perche’ non si e’ in grado di tagliare la spesa dello stato centrale. Si tollerano sprechi e violenze al bilancio pubblico in certe regioni, e poi si decide un taglio lineare devolvendo agli enti locali l’onere di mettersi d’accordo (mentre al governo centrale rimangono i meriti del taglio agli sprechi). Si fa ulteriore deficit senza toccare le pensioni che sono quasi un terzo della spesa pubblica. Si continuano ad accarezzare i comuni, mentre ci vorrebbe una politica aggressiva di accorpamenti. Tutte pratiche che abbiamo gia’ visto e di cui faremmo volentieri a meno.

Quindi va benissimo avere un gioverno giovane, pieno di giovani che hanno voglia di fare. Per ora l’operazione sembra riuscire, ma bisognera’ fare molto di piu’ sul lato delle politiche pubbliche per fare si che l’esperienza del governo Renzi possa portare a risultati concreti nei prossimi anni.

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