Da Atene al Movimento Cinque Stelle: il ritorno dell’ostracismo?


La cacciata di Mastrangeli dal Movimento Cinque Stelle (M5S) ricorda molto l’ostracismo dei tempi di Atene nella Grecia classica. Il concetto era semplice. Se una persona veniva ritenuta un pericolo per la comunita’, allora i cittadini si esprimevano per decidere se esiliare l’accusato fino a 10 anni. L’ostracismo non prevedeva un giudice terzo e la possibilita’ di verificare che le prove raccolte contro l’accusato fossero certe. La folla decideva in base al proprio sentimento, ma lasciare la decisione di colpevolezza alle folle potrebbe creare ingiustizie dovute, ad esempio, alle emozioni di particolari momenti. Per questa ragione l’ostracismo non appare nelle pratiche dei nostri sistemi giuridici, i quali basano i propri fondamenti sul diritto romano e non su quello ateniese. L’encomiabile tentativo di realizzare l’iper-democrazia a tutti i costi del M5S li ha portati ad assomigliare piu’ ad Atene che a Roma, cosi’ facendo il M5S sta tagliando il ramo sopra il quale e’ seduto.

L’ostracismo consisteva nello scrivere il nome della persona su un coccio di terracotta. La prima vittima dell’ostracismo fu Ipparco di Carmo della famiglia dei Pisistratidi. Nel 488/489 A.C., Ipparco fu accusato di cospirare contro la democrazia ad Atene con l’aiuto della Persia. I cittadini lo cacciarono. L’ostracismo era una pratica anche politica e non richiedeva una giustificazione giuridica, anche se le misure prese erano tipicamente giudiriche. Ad esempio, Aristide fu ostracizzato in quanto ‘potenziale’ tiranno.

Il senatore Marino Mastrangeli avrebbe violato il codice di comportamento sottoscritto dai candidati del movimento frequentando talk show televisivi. In tali casi, i gruppi votano a maggioranza l’espulsione dell’eletto dal gruppo che, successivamente, dovra’ essere ratificata dagli iscritti al M5S. Tuttavia, vi sono molti iscritti ed eletti del M5S che hanno partecipato a talk show o trasmissioni televisive. Secondo quali criteri una partecipazione giustifica l’espulsione? Come sono stati trattati gli altri casi? Quali sono i talk show ‘buoni’ e quelli ‘cattivi’? Infine, come si rimedierebbe ad un eventuale errore? In tutti i partici politici esistono, almeno nella forma, sistemi interni di risoluzione dei conflitti ispirati al diritto romano: terzieta’ dei giudici, possibilita’ di difendersi, valutazione delle prove, etc. Per quanto limitati, le dispute sono gestite, in ultima istanza, da un’istituzione del partito che e’ indipendente dalle intenzioni politiche dei leader.

L’assenza di regole e la decisione di deresponsabilizzare il M5S attraverso un processo di ostracizzazione da parte degli utenti web e’ di quanto piu’ distante possa esistere dal diritto romano e si approssima molto all’ostracismo del mondo ateniese. L’ostracismo moderno e’ quello di chiedere al popolo della rete, secondo i loro sentimenti, umori ed informazioni limitate, di esprimere un giudizio sul comportamento di invidui. Se Ponzio Pilato fosse nato nel 1980 ed avesse aderito al M5S, avrebbe probabilmente aperto un account su twitter, un sondaggo su monekysurvey e chiesto chi salvare tra Gesu’ e Barabba al popolo della rete. Ma non ci sono differenze tra chiederlo in piazza e chiederlo in rete: la folla probabilmente salverebbe anche oggi Barabba.

L’adozione del diritto romano e’ una forma di garanzia che rende le istituzioni piu’ forti e durature. L’ostracismo piega il diritto agli umori della piazza, quindi la giustizia e’ in realta’ nelle mani di personaggi in grado di giocare con gli umori della gente meglio di altri. Populismo direbbe qualcuno. Il M5S ha un leader che e’ particolarmente bravo a parlare alla gente, ma non vogliamo pensare che l’ostracismo sia in realta’ un modo per controllare, pur indirettamente, le sorti di un movimento politico. Anche perche’ questo metodo lega indissolubilmente l’esistenza del M5S alla presenza di un leader carismatico in grado di giocare con le piazze. Il giorno in cui questo leader verra’ meno, il M5S subirebbe un colpo mortale alla propria sopravvivenza. Rimanendo ancorato ai metodi ateniesi, il M5S decide di avere vita breve.

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