Gli effetti delle sanzioni in Russia


Secondo il Financial Times, le sanzioni internazionali contro la Russia stanno iniziando a pesare sull’andamento dell’economia. Ad esempio, il FT dice che la Banca Mondiale ha stimato che il PIL russo dovrebbe scendere dello 0.9 nel 2015 e dello 0.4 nel 2016 e la Banca Centrale potrebbe prosciuare le proprie riserve per aiutare le aziende colpite dalle sanzioni. Mentre rimane difficile collegare direttamente l’andamento di un’intera economia solamente alle sanzioni, queste valutazioni sono su effetti che si potranno materializzare in futuro, quindi le sanzioni contro la Russia devono avere un orizzonte di medio termine.

Per esempio, la misura che colpisce il rifinanziamento dei debiti oppure le ricapitalizzazioni delle grandi aziende di stato non ha effetti immediati. Un po’ perche’ le grandi aziende sono grandi, quindi hanno margini di flessibilita’ nelle spese. Secondo, perche’ le difficolta’ a ricapitalizzare riducono i guadagni (possibili) in futuro e, quindi, non hanno un impatto immediato sui conti. Terzo, perche’ il governo di Mosca, cosi’ come ha fatto la Commissione europea, ha deciso di aiutare le aziende sanzionate ritardando cosi’ l’impatto delle sanzioni nel tempo. Infatti e’ stato calcolato che la Russia dovrebbe spendere circa 75 dei 180 miliardi di riserve monetarie nei prossimi due anni, lasciando quindi il paese debole per difendersi da eventuali attacchi speculativi.

Questa conclusione si puo’ raggingere a ‘bocce ferme’, ovvero senza considerare due fattori centrali. Il primo e’ la dipendenza europea dall’energia russia. Visto che importiamo circa 160 miliardi di gas e petrolio, Mosca potrebbe decidere di giocare con le tariffe per creare un ‘tesoretto’ da spendere in tempi di crisi. Secondo, le sanzioni imposte per lunghi periodi creano incentivi a ristrutturare le economie. Ad esempio, cosi’ come i produttori europei saranno sostenuti dalla Commissione per cercare altri mercati nei quali vendere i prodotti che erano destinati al mercato russo, anche Mosca potra’ decidere di riorientare gli interessi delle proprie aziende verso altri mercati, riducendo quindi nel medio periodo l’incidenza delle sanzioni sulla propria economia.

Queste considerazioni ci fanno dire che le sanzioni nello scenario russo vanno valutate solo tra uno o due anni. Pochi mesi non sono sufficienti e la Russia e’ un bersaglio troppo grande per pensare che sole sanzioni mirate possano avere un ruolo centrale nell’andamento della crisi ucraina. Questo e’ il paradosso di queste sanzioni: ci vuole tempo, ma piu’ il tempo passa e meno le sanzioni avranno effetto.

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