Grecia e Porto Rico: stesso problema, diverse conseguenze


In un mercato unico funzionante, il fallimento di qualcuno non dovrebbe avere implicazioni letali per tutti. Succede spesso, in realta’, che enti locali abbiano problemi economici e vadano in dissesto finanziario. Ad esempio, tale destino e’ avvenuto al comune di Alessandria, ma nessuno ha pensato che la bancarotta di un comune dovesse significare la fine dell’Euro oppure che Alessandria si dovesse fare un’altra moneta. E’ quasi fallita la citta’ di New York, e’ fallita la citta’ di Detroit, ma il dollaro non e’ mai stato messo in dubbio.

In questi mesi parliamo tanto di Grecia, ma il direttore del CEPS di Bruxelles ci ricorda che Porto Rico sta avendo gli stessi problemi della Grecia. Ma perche’ nessuno si sogna di dire che il dollaro sarebbe in crisi? Secondo Daniel Gros, la differenza sta nel fatto che mentre in Grecia il debito e’ nelle mani di attori istituzionali (governi, ad esempio), nel caso di Porto Rico il debito viene finanziato dal mercato e, di conseguenza, il governo di Porto Rico non se la puo’ prendere con nessuno se i propri conti non sono sostenibili. Il fallimento di Porto Rico non avrebbe conseguenze sul dollaro.

Io non sono completamente d’accordo, credo che la faccenda sia piu’ complicata di cosi’ anche per lo status speciale di Porto Rico, pero’ e’ vero che in un mercato unico gli enti locali possono fallire, gli investitori perdono gli investimenti, e la moneta non dovrebbe avere alcuna responsabilita’. Il fallimento della Grecia non dovrebbe significare il fallimento dell’Euro. I problemi della Grecia mettono in risalto i limiti del mercato unico europeo prima ancora dei problemi, enormi, che affliggono l’economia di Atene.

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