I problemi dell’Italia secondo il Financial Times


Il Financial Times ha pubblicato venerdi 26 febbraio un articolo molto interessante sull’Italia. Il problema, second Martin Sandbu, del nostro paese e’ la bassa produttivita’. Poco c’entrano la Germania e gli speculatori internazionali, il problema e’ sempre quello: in un’economia globalizzata, i Paesi o si specializzano o competono. Non ci sono alternative. E se un Paese non fa ne’ l’una ne’ l’altra cosa, allora avete il caso italiano.

Sandbu parte con un razzo terra-aria contro gli schiamazzi anti-euro:

Low growth is also, much more dubiously, attributed to Italy’s membership of the euro.

E ci credo perche’ il calo di produttivita e’ iniziato ben prima dell’entrata in vigore della moneta unica, ma il succo dell’articolo e’ altrove. Si indicano infatti tre problemi all’origine della bassa produttivita’ italiana.

L’inefficienza del settore pubblico. L’articolo cita un’analisi di VOX nella quale si dice che l’Italia potrebbe avere grandi guadagni dall’efficientamento della spesa pubblica. Inoltre, il sistema fiscale non e’ equilibrato visto che le tasse sul lavoro sono ancora altissime rispetto al resto d’Europa.

L’assenza di capitale umano. Il giudizio, citando la Commissione Europea, non lascia scampo: il piu’ basso numero di laureati, il quarto come numero di persone senza educazione oltre quella di base, uno dei peggiori tassi di alfabetizzazione e praticamente nessun investimento in ricerca e sviluppo. Se l’Italia vuole avere un ruolo nella knowledge economy, allora deve avere knowledge.

Un’inefficiente distrubuzione di lavoro e capitale. Qua l’analisi diventa interessante visto che in Italia il lavoro si sposta dai settori in crescita a quelli a bassa crescita, che e’ il fenomeno opposto che dovrebbe verificarsi in un’economia competitiva. Questo accade perche’ i salari tendono a crescere di piu’ con l’anzianita’ anche nei settori poco produttivi, creando un effetto perverso sulle dinamiche del mercato del lavoro. La stessa cosa si manifesta nel mercato dei capitali, cosi’ che, scrive il FT, se i capitali fossero distribuiti a caso, l’economia sarebbe piu’ produttiva del 5.77%.

La cosa simpatica, se non l’avevate notato, e’ che tutte queste cose dipendono solo ed esclusivamente da noi. Per buona pace di chi pensa che uscire dall’euro sia la soluzione a tutti i nostri mali.

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