Il conflitto di interessi dell’On. Santanche’?


Mi e’ capitato di vedere due trasmissioni che hanno avuto come ospite l’Onorevole Daniela Santanche’. La prima e’ stata Piazza Pulita di lunedi scorso e la seconda questa mattina ad Omnibus. In entrambi i casi, l’Onorevole di Cuneo ha attaccato a testa bassa Carlo De Benedetti. A Piazza Pulita si e’ anche parlato di aggiotaggio ed insider trading, reati punibili fino a 6 anni di reclusione. Non sono un politico, ma non mi sorprende molto la presenza di pasdaran della politica, ci sono sempre stati e la Santanche’ non e’ nulla di nuovo. Pero’ mi chiedo se sia normale che un membro della Repubblica titolare di un’azienda privata possa accusare di reati penali in televisione un imprenditore che lavora nello stesso settore. Come facciamo ad essere sicuri che la Santanche’ non abbia un ritorno economico attaccando Carlo De Benedetti? Nel dubbio, a me pare un palese conflitto di interessi che andrebbe risolto. Mi spiego.

Secondo Wikipedia, Daniela Santanche’ e’ titolare di Visibilia, azienda che gestisce la pubblicita’ di grandi quotidiani, in passato anche di Libero ed Il Riformista, ma oggi del Giornale, diretto dal suo compagno Alessandro Sallusti ma di proprieta’ di Paolo Berlusconi. Quindi e’ lecito dire che parte dei guadagni di Daniela Santanche dipende dalla tiratura del quotidiano il Giornale.

Carlo De Benedetti e’ il presidente del Gruppo Editoriale l’Epresso che, fra le tante cose, pubblica il quotidiano la Repubblica. Benche’ la Repubblica abbia una tiratura ben piu’ consistente del Giornale, e’ lecito dire che i due quotidiani sono in competizione l’uno con l’altro.

Per la proprieta’ transitiva, se Daniela Santanche’ guadagna di piu’ attraverso la pubblicita’ quando il Giornale vende piu’ copie, ed il Giornale guadagna rubando lettori a Repubblica, si puo’ sostenere che i guadagni di Daniela Santanche’ aumentano se Repubblica vende meno copie, sia a favore del Giornale, ma anche in numero assoluto (perche’ se Repubblica vende meno copie, il Giornale allarga la propria quota di mercato sulla quale, immagino, si basa il costo della pubblicita’ a mezzo stampa).

Quindi, alla luce di quest’analisi mi domando: e’ normale che un parlamentare della Repubblica vada in televisione per accusare di reati penali un editore suo diretto concorrente nelle attivita’ imprenditoriali private? Secondo l’articolo 68 della Costituzione, “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”. In altre parole, mi chiedo se l’On. Santanche’ attacchi De Benedetti per trarre vantaggi economici e lo faccia proprio perche’ protetta dall’immunita’ in quanto membro del Parlamento. Il conflitto di interessi si manifesta quando vi sono dubbi circa le possibili commistioni tra esercizio della funzione pubblica e beneficio privato, quindi avere il dubbio e’ sufficiente anche quando il conflitto di interessi, diciamo cosi’, non si consuma. A me il dubbio e’ venuto.

Ps: Vale la pena ricordare che il Gruppo Editoriale l’Espresso e’ una societa’ quotata in borsa, quindi le attivita’ di investitori e risparmiatori dipendono dall’andamento del titolo. Non sono un esperto in materie finanziarie, ma secondo me lanciare accuse di reati penali che potrebbero causare una perdita di valore del titolo di borsa e’ vietato. La manipolazione del mercato si puo’ fare in tanti modi, come diffondere notizie false, e mi pare che il caso Santanche’/De Benedetti  somigli molto a questa fattispecie. Cosa faremmo se un deputato della Repubblica decidesse di diffondere false notizie su una societa’  quotata in borsa?

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