Il corto circuito democratico in Grecia tra volonta popolare e realta’


Alexis Tsipras ha vinto le elezioni in Grecia ed il giorno dopo e’ diventato Premier. Molti in Italia ed in Europa hanno esultato per il risultato elettorale, ma sara’ proprio il popolo greco a smorzare gli entusiasmi. Di tutti. Voglio dire tre cose in questo post.

1. I Salvini, Vendola ed altri che hanno esultato alla vittoria di Tsipras devono spiegare quanto ci costerebbe questo giochino. La voce.info ha fatto i conti che la Grecia deve all’Italia circa 43 miliardi di euro. Se pensiamo alle polemiche scaturite dalla volonta del governo di tagliare 4 miliardi alle spese delle regioni, fate voi le dovute proporzioni. Le democrazie compiute sono anche quelle nelle quali la classe dirigente spiega costi e benefici di scelte politiche, come accade in Germania dove i tedeschi sanno quanto potrebbe costare loro lo scherzetto greco e spingono i partiti di governo ad andarci piano. In Italia accade il contrario, tanto paga Pantalone.

2. Tsipras ha il sostegno di una piccola minoranza di greci. La Grecia ha circa 11 milioni di abitanti, dei quali poco meno di 10 milioni ha diritto di voto. Su quesi 10 milioni, l’affluenza e’ stata del 64%, quindi 6,330,786 di greci sono andati alle elezioni. Dei votanti, Syriza ha preso 2,246,064 di voti, quindi solo uno su cinque sostiene Tsipras nella sua crociata contro Bruxelles. Uno su cinque. Potremmo aggiungere i voti di ANEL (293,371), ma cambierebbe poco.

3. Il quinto che sostiene Tsipras potrebbe non essere quello piu’ ricco in Grecia. Se questo potrebbe essere un argomento in favore della democrazia, nell’UE e nel mondo contemporaneo, e’ possibile che gli altri quattro su cinque che non sostengono Tsipras si muovano secondo logiche diverse da quelle sbandierate dal leader di Syriza. Secondo un grafico del Financial Times riportato da Phastidio, i greci hanno gia’ inziato a svuotare i loro conti correnti per la paura che il nuovo Premier porti la Grecia fuori dall’euro. Il sistema bancario potrebbe andare in sofferenza prima che Tsipras riesca a prendere l’aereo per andare a Bruxelles. I greci sono meno patriottici della loro classe dirigente?

Siamo in chiaro corto circuito democratico. Da un lato, la maggioranza (relativa) ha portato un premier a furor di popolo nella stanza dei bottoni. Dall’altro, la stanza dei bottoni non contiene piu’ i bottoni, perche’ i greci pare abbiano poche intenzioni di unirsi alla battaglia campale di Tsipras facendo scattare il si salvi chi puo’. Vediamo quanto tempo impieghera’ la ragione a prendere il sopravvento.

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