Il dibattito drogato di Ballaro


L’arrivo del governo Monti ha portato una ventata di aria nuova nella politica italiana, se non altro per alcune idee di cui si sta parlando in questi giorni e per il clima piú cooperativo fra le forze politiche. Purtroppo mi pare che il dibattito pubblico stenti a decollare e la conferma é venuta dalla puntata di ieri sera di Ballaró.

La trasmissione si é concentrata su due argomenti piú, diciamo cosí, reali: ICI e pensioni. Mentre la discussione sulle pensioni ha preso un’angolatura diversa, la discussione sull’ICI in particolare e la riforma fiscale in generale é stata costruita con un linguaggio del 1800. Tassare i ricchi o non tassare i ricchi? Questo é il problema. Ma non scherziamo, la questione non é questa e nessuno ha avuto l’accortezza di dire che la riforma fiscale non si fa per raccogliere ‘fondi da spendere’, ma si fa per creare incentivi e disincentivi nelle dinamiche economiche di un Paese.

Aumentare la tassazione sui patrimoni inerti non significa “tassare i ricchi”, ma farlo con una contestuale diminuzione sulle tasse di impresa ed una regolamentazione di venture capital e start ups crea l’incentivo ad utilizzare i patrimoni per dare lavoro e produrre ricchezza anziché consolidare rendite di posizione. Non si “tassano i ricchi”, non si “tassa per raccogliere fondi”, ma si rende piú redditizio, per chi i patrimoni li ha, investirli in un modo anziché in un altro.

Speriamo che il prossimo dibattito a Ballaró presenti il problema in questi termini, gli italiani ed il paese ringrazieranno.

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