Il significato del Giorno della Memoria


Il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, e da alcuni anni il 27 gennaio e’ diventato il Giorno della Memoria stabilito per non dimenticare la tragedia della Shoah. In varie occasioni ho incontrato persone che sostenevano l’inutilita’ di queste ricorrenze, questa in particolare, ma nel mestiere che faccio incontro spesso giovani che non conoscono l’Olocausto. Troppo spesso. Quindi mi sono convinto che queste ricorrenze non siano solo utili, ma necessarie.

Il Giorno della Memoria, in particolare, deve essere celebrato per due motivi. Il primo, ovviamente, sono le sei milioni di vittime dell’Olocausto. Ebrei di tutta Europa perseguitati e brutalmente uccisi dal 1935 al 1945. C’erano nove milioni di ebrei che vivevano in Europa. Dopo ne rimasero solo tre milioni. Il Giorno della Memoria dovrebbe farci ricordare che questa vicenda non fu solo tedesca, in fondo gli ebrei furono perseguitati ovunque in Europa, ma non ci deve far dimenticare i “Giusti fra le Nazioni”. L’esercito silenzioso di uomini e donne che hanno aiutato gli ebrei a sfuggire alle leggi razziali dei loro stati e che sono ricordati in un memoriale dello Yad Vashem di Gerusalemme. La Memoria non e’ solo il ricordo di eventi negativi, ma anche la forza ed il coraggio di quelli che hanno rischiato (e spesso pagato con la vita) per fare la cosa giusta.

Il secondo motivo e’ meno evidente, ma altrettanto importante. Il giorno della Memoria serve per ricordare l’indifferenza degli altri. Si’, degli altri. Perche’ l’Olocausto e’ la storia degli ebrei perseguitati, dei loro persecutori, dei Giusti fra le Nazioni, ma anche di tutti gli indifferenti che, per una ragione o per un’altra, non sono stati coinvolti dall’Olocausto. Persone che non sapevano, persone che sapevano, ma non volevano capire, e persone che sapevano ma non hanno voluto o potuto fare nulla. L’indifferenza verso le grandi sofferenze umane e’ uno dei problemi piu’ classici delle nostre societa’. Succede ad altri, quindi ci sentiamo autorizzati a non interessarci e pensare ad altro. Quindi l’indifferenza verso i fumi di Treblinka e di Auschwitz si manifesta oggi verso le tragedie del Mediterraneo, sul fondo del quale giacciono migliaia di persone in fuga dalla fame, ma anche verso le tragedie del Congo, che conta milioni di morti per conflitti che sembrano non finire mai. Il Giorno della Memoria serve a ricordare non solo i sei milioni di morti, ma anche i milioni di indifferenti che sono rimasti a guardare e che avrebbero potuto fare qualcosa ma, per tante ragioni, non hanno fatto nulla. Una lezione di grande modernita’.

La Memoria rappresenta quello che siamo stati, solo commemorandola possiamo evitare di commettere gli stessi errori.

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