Impatto di sanzioni Russe sui paesi europei


La guerra delle sanzioni tra Unione Europea e Russia e’ alla base della decisione di Mosca di vietare le importazioni di prodotti alimentari dai paesi europei. L’Italia e’ un produttore ed esportatore di prodotti agroalimentari, per questa ragione la decisione di Putin ha destato molte preoccupazioni, ma  sono fondate? Qual e’ l’impatto del divieto russo e cosa sta facendo la Commissione per assorbire l’urto? Un briefing di DG Agriculture ci fornisce qualche risposta.

L’UE esporta circa il 10% della produzione alimentare verso la Russia, equivalente a circa 11 miliardi all’anno. Le restrizioni russe non riguardano bevande ed alcolici, quindi il volume di affaria si riduce ulteriormente a circa 5 miliardi. Di questi 5, 1 riguarda solo la Lituania, mentre gli altri paesi maggiormente interessati sono la Polonia, la Finlandia, la Grecia e la Spagna. Le esportazioni di formaggio, burro, frutta e legumi riguardano circa un terzo delle esportazioni.

L’UE ha preso delle contromisure per arginare lo shock subito da alcuni paesi. Il 18 agosto sono stati stanziati 125 milioni di euro per i prodotti deteriorabili, come frutta e verdura. In sostanza, la Commissione ha comprato i prodotti invenduti destinati al mercato russo e li ha donati oppure utilizzati per produrre compost. Questo stanziamento e’ previsto fino al 30 novembre ed e’ accompagnato da altri fondi esclusivi (83 milioni di euro) per i produttori di mele e pere. Esiste anche uno stanziamento di 32 milioni di euro per il mercato delle pesche, ma questa decisione e’ slegata alle sanzioni imposte dalla Russia.

Il sostegno per i prodotti lattiero caseari e’ arrivato in modalita’ differenti. Al posto di acquistare direttamente i prodotti, la Commissione ha stanziato 25 milioni di euro per sostenere la conservazione dell’invenduto (prodotti come il burro, il latte ed il formaggio). Infine, la Commissione ha raddoppiato i fondi per il 2015 per promuovere la vendita di prodotti alimentari in altri mercati e si tratta di circa 120 milioni di euro. La ratio e’ quella di trovare altri compratori per i prodotti europei.

La Commissione sta pensando ad altre misure a sostegno dei produttori maggiormente colpiti, ma le coperture finanziarie (circa 140 milioni di euro) sono ancora incerte. Il problema e’ che gli stati membri sono colpiti in misura differente, quindi trovare l’equilibrio sara’ difficile. Tuttavia, la Commissione ha interpretato bene il proprio ruolo ed ha fornito una risposta comunitaria ad un problema comunitario.

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