In un paese normale…


Tre considerazioni su cosa non accadrebbe in un paese normale.

– Politici come Formigoni, Penati, Bossi, Calderoli, Lusi, il “trota” e tanti altri non potrebbero girare tranquillamente per strada. La gente e’ il giudice ultimo per la selezione della classe dirigente, non solo durante le elezioni (per rispondere a quelli che dicono “tanto sono tutti uguali” oppure “che ci possiamo fare noi?”).

– Un governo tecnico dovrebbe metterci la faccia solo per fare determinate cose e non scendere a compromessi con i politici che hanno causato questo disastro (politici, non politica, potremmo fare i nomi e cognomi). Queste discussioni e compromessi fanno sembrare questo governo come quello di prima, e non e’ un complimento. O si fanno le cose per bene, o i partiti in Parlamento (che e’ sovrano, non il governo), si prendono la responsabilita’ della guida del Paese.

– Bene i nuovi ‘movimenti’ che stanno entrando sulla scena politica, sia quello del Terzo Polo, sia quello del centro-destra. Ma in un paese normale questi movimenti non potrebbero essere guidati dai soliti gruppi dirigenti che guidavano i partiti che si sono sciolti (sciolti, vorrei vedere i bilanci) in questi movimenti. In un paese normale, i movimenti non sono fatti da politici che hanno gestito altri partiti in passato, ma sono appunto movimenti spontanei della societa’ civile. I movimenti non si ‘fondano’.

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