La Corte annulla parte delle sanzioni UE all’Iran


Dopo l’annullamento delle misure restrittive per le Banche Saderat e Mellat, la Corte Generale dell’Unione Europea ha annullato altre sanzioni ad aziende ed individui in Iran. Si tratta di banche e aziende che avevano fatto ricorso contro le decisioni del Consiglio in quanto le accuse mosse nei loro confronti non sarebbero sostanziate dai fatti. E la Corte ha dato loro ragione. Se da un lato avere un organo giudiziario che garantisca la corretta applicazione dei principi delle leggi comunitarie e’ un’ottima notizia, dall’altro, crescono i timori in merito ad un ruolo troppo pervasivo della Corte in materie di politica estera.

Il Consiglio ha imposto sanzioni all’Iran fin dal 2007. Subito dopo la decisione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu del 2006 che reputo i piani di riarmo nucleari di Teheran come una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale, i 27 stati membri decisero di andare oltre il mandato ONU e di estendere la lista delle dei bersagli ad altri individui, aziende, e membri della Guardia Rivoluzionaria. Inizialmente le misure restrittive riguardarono solo la liberta’ di movimento ed il congelamento dei beni, ma nel 2011 USA ed UE decisero di sospendere gli acquisti di petrolio dall’Iran. Ad oggi, la lista dei bersagli sui quali pendono misure restrittive e’ di quasi 400 tra individui ed aziende.

In questo contesto si e’ consolidata negli anni una dottrina secondo la quale quello che viene deciso a Bruxelles non puo’ violare le leggi comunitarie. Questo riguarda soprattutto le decisioni in merito al funzionamento del mercato unico, quali sono le misure restrittive in campo economico e finanziario. Questa e’ la ragione per la quale attori presi di mira delle sanzioni hanno la possibilita’ di rivolgersi ai tribunali europei quando ci sono dubbi sulle modalita’ e l’implementazione di certi regolamenti.

Tra il 2010 ed il 2011, la Corte Generale ha ricevuto molte istanze di annullamento e lo scorso venerdi’ sono arrivate decisioni importanti. La Corte ha infatti deciso di annullare le sanzioni per Post Bank Iran, Iran Insurance Company, Good Luck Shipping, Export Development, Persia International Bank, Iranian Offshore Engineering & Construction. and Naser Bateni, ex-direttore della Persia International Bank director. La Corte ha stabilito che non vi erano prove sufficienti per giustificare il ricorso alle sanzioni, ma le misure sono ancora in vigore e vi rimarranno se nei prossimi due mesi il Consiglio decidera’ di ricorrere in appello alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Bisognera’ attendere ancora un po’ di tempo per conoscere il destino di queste misure restrittive, ma il dato certo e’ che in molti a Bruxelles guardano con impazienza al ruolo che la Corte sta giocando nelle relazioni esterne dell’UE. Fino a quale punto e’ sostenibile un sistema politico che rimette la propria politica estera sotto lo scrutinio di un potere giudiziario indipendente?

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