La guerra in Siria e la politica estera che non c’e’


Capisco che la situazione europea sia difficile e che l’Italia non se la stia passando proprio bene. La Grecia, l’Ungheria, per non parlare del Portogallo e delle turbolenze francesi dove il candidato che rischia di vincere parla di alzare la spesa pubblica e cosette sfiziose di questo genere. Ma possibile che il dibattito sulla politica estera sia praticamente a zero?

Prendendo un capitolo a caso dei tanti che il ministro Giulio Terzi dovrebbe avere davanti a se’, la Siria sta seguendo le orme della Libia e mi pare se ne stia parlando pochissimo. Iniziata come una serie di proteste pacifiche alcuni mesi fa, siamo ora arrivati ad una vera e propria guerra civile. Tra l’altro, l’occidente farebbe bene (ma credo che lo stia gia’ facendo) ad interessarsi della questione e sostenere le proteste con finanziamenti, trainings ed equipaggiamenti. Siamo arrivati ad oltre 6000 morti civili dall’inizio delle proteste ed assistiamo inermi, probabilmente assuefatti dopo l’ondata della Primavera Araba, a combattimenti nei quartieri di Damasco fra i ribelli e l’esercito siriano. Lo scontro e’ aperto, ma la Siria non e’ la Libia.

Di fianco alla Siria ci sono Libano, Iran ed Iraq. Le consequence di una Siria fuori controllo sarebbero pericolossime e mi piacerebbe che in Italia si parlasse anche di questi temi visto che le crisi che ne potrebbero originare ci costerebbero, ma lo stanno gia’ facendo, ben di piu’ del famigerato ‘costo della politica’ oppure delle province.

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