La sfida europea di Macron


Certamente bisogna gioire per la vittoria di Macron sulla Le Pen. Ci sono tantissime incognite sulla figura del nuovo Presidente francese, sulla sua capacita’ di gestire le debolezze della Francia (perche’ i problemi che hanno portato 11 milioni di voti al Fronte Nazionale sono ancora tutti li’) e sulle abilita’ nel gestire le crisi che si presenteranno (perche’ una cosa e’ sicura in politica internazionale: ci sono sempre delle crisi). Un passaggio fondamentale, ad esempio, per capire cosa accadra’ nei prossimi anni sono le elezioni legislative che si terranno a Giugno (11 e 18). Se il movimento En Marche’ riuscira’ ad avere la maggioranza la legislatura sara’ certamente interessante.

La gestione dei rapporti con l’Unione Europea mi pare essere una delle grandi sfide di Macron. Ho apprezzato molto che la sua passeggiata al Louvre la domenica dell’elezione sia stata accompagnata dall’Inno alla Gioia, che e’ anche l’inno dell’Unione Europea. Macron e’ stato eletto con una piattaforma europeista e con grandi aspettative legate all’Europa, ma i nodi da affrontare a Bruxelles rimangono molto complessi e si intrecciano con una trasformazione socio-economica che ha cause che vanno oltre l’integrazione del vecchio continente. In opposizione al messaggio sovranista, Macron e’ stato eletto dicendo ai francesi che la soluzione e’ l’europeismo. Se vincesse una leadership europea anche a Berlino nelle prossime elezioni di settembre, l’Unione Europea potrebbe cambiare marcia ed affrontare alcuni dei problemi che alimentano l’antieuropeismo. Al contrario, se a Berlino diventasse dominante un pensiero euroscettico o se la spinta europeista di Macron non avra’ effetti positivi tangibili sulla vita dei francesi, allora il destino dell’Unione sara’ di nuovo in serio pericolo. Certo, ci sarebbe l’alternativa di smettere di attribuire all’Unione Europea colpe che sono solo nazionali, ma forse questo e’ un obiettivo troppo ambizioso anche per Macron.

 

 

Tag:, ,