La situazione in Libia


Mentre il dibattito in Italia si esaurisce con i problemi dell’isola di Lampedusa, le vere cause degli arrivi non sono al centro dell’attenzione dei media. Invece, l’Italia avrebbe tutto l’interesse a discutere di un problema che la tocca da vicino, visto che con i suoi 3000 km di coste si affaccia verso un Medio-Oriente ed un Nord-Africa in fiamme. Oggi la notizia e’ di dominio generale perche’ l’a.d. di ENI Scaroni ha dichiarato che l’export di petrolio dalla Libia potrebbe interrompersi a causa delle instabilita’ interne.

Purtroppo la situazione in Libia e’ molto critica. Le due province, la Cirenaica e la Tripolitania, sono piu’ divise che mai. Dall’inizio dell’anno ci sono stati 80 omicidi di uomini dello stato, mentre il governo fatica ad integrare gli oltre 220.000 miliziani che girano per il Paese e che rappresentano una seria minaccia alla stabilita’ della Libia. In Cirenaica, Ibrahim al-Jathran ha dichiarato di essere in controllo della provincia grazie alle sue forze che si stima siano composte da 20.000 uomini. Il tema non e’ irrilevante visto che i suoi uomini controllano il 60% circa delle risorse petrolifere del Paese. Questa e’ la cornice all’interno della quale il primo ministro Ali Zeidan e’ stato sequestrato per alcune ore da uomini armati in un hotel di Tripoli ormai quasi un mese fa.

La Libia e’ una polveriera e sarebbe un’ottima idea discuterne prima di svegliarsi con brutte sorprese.

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