Lavoce .info risponde a Tucidide


Sono molto contento che Vincenzo Scrutinio, de lavoce.info, abbia voluto rispondere al mio post “perche’ lavoce.info sbaglia sulle spese militari“. Con il permesso dell’autore, riporto interamente il commento al quale rispondo in calce.

RISPOSTA DI VINCENZO SCRUTINIO, LAVOCE.INFO

“Ho letto con grande interesse il commento alla mia riflessione pubblicata su “lavoce.info”.

In primo luogo, vorrei rigetto l’accusa di aver adottao una posizione ideologica a favore del taglio della spesa militare. Mi sembra di aver sottolineato a più riprese che l’ammontare speso rispetto al Pil è in linea con glia ltri paesi europei ed, in più, è progressivamente diminuito nel corso degli anni.

Allo stesso tempo penso che valga la pena mettere in evidenza una carenza sostanziale del sistema italiano, cioè la scarsa quantità di risorse che viene impiegata per interventi di protezione sociale.

Ritengo interessante la riflessione proposta nel commento sulla spesa aggregata ed ammetto di non averci pensato. Ovviamente servirebbe un’analisi di maggiore respiro per comprendere appieno la questione ma mi permetto di fare in questa sede una piccola riflessione.

Analizzando i dati più nel dettaglio si può notare che la spesa sociale in senso lato non è disallineata rispetto ad altri pasei europei (circa il 29% del Pil in Italia contro il 30,5% in Germani ed il 33% in Francia nel 2010), ma una parte consistente della spesa è assorbita dalle pensioni (circa il 50% contro il 31% in Germania ed il 35% in Francia). Semplicemente ribilanciando la spesa sociale a favore delle sottocategorie considerate nel mio contributo, l’anomalia sarebbe risolta. Tuttavia, data l’attuale situazione ed il livello di buona parte delle pensioni sembra improbabile attuare una correzione di questo tipo. Ovviamente esistono molti altri problemi nella ripartizione della spesa (si potrebbe per esempio parlare di alcuni tipi di incentivi alle imprese, individuati dal “rapporto Giavazzi” o dei costi del sistema burocratico e politico per esempio, su cui, purtoppo, non ho dati al momento).

Detto questo, mi sembra di aver paventato la possibilità di una riduzione delle spese militari con molta moderazione ed incertezza per i vincoli citati nel mio articolo e descritti nel contributo di Gilli precedentemente pubblicato. L’accusa di un “utilizzo strumentale di numeri piegati alle proprie convinzioni ideologiche” mi sembra francamente immeritata.

Con questo spero di aver risposto almeno a parte delle critiche mi sono state mosse e di aver eliminato ogni dubbio sul mio utilizzo dei dati. Mi sento di poter accettare, al massimo, un’accusa di “analisi parziale” della spesa pubblica. Anche in questo caso, quest’accusa sarebbe più sensata in presenza di suggerimenti di policy chiari, decisi e definiti che non sono presenti nel mio articolo di carattere più che altro descrittivo.

Cordialmente.”

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Sono d’accordo nell’evidenziare la necessita’ di capire quali sono le anomalie di bilancio dell’Italia rispetto agli altri paesi europei e Scrutinio dice bene quando si riferisce alla spesa pensionistica come vera anomalia del bilancio italiano, quindi mi pare che l’autore convenga nel sostenere che sia quello il capitolo sul quale agire, piu’ che sulla difesa. Visto che l’anomalia e’ chiara, rimane meno chiaro il motivo che ha portato Scrutinio ad intitolare l’articolo “Quanto è la spesa militare italiana?”: che c’entra la difesa se l’anomalia sono le pensioni?

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