L’eccessiva razionalita’ dell’Economist


La visione che l’Economist ha dell’opzione militare contro l’Iran e’ decisamente troppo razionale. Non bisogna essere diplomatici di lungo corso per capire il concetto chiave del documentario “The Fog of War” che vede come protagonista Robert McNamara: c’e’ poco di razionale nella guerra. Le decisioni vengono prese in assenza di informazioni, i ritmi sono frenetici, i tempi dettati dalla crisi. Ed alla fine della catena ci sono sempre uomini, i quali prendono decisioni sulla base delle loro sensazioni e che, ahime, possono sbagliare.

Per questa ragione, l’articolo dell’Economist sulle possibilita’ di un attacco di Israele agli impianti nucleari iraniani mi fa riflettere. In sostanza, l’Economist dubita che un attacco aereo possa elimiare il rischio di un Iran nucleare in futuro. Nella piu’ rosea delle ipotesi, un eventuale attacco potrebbe ritardare i progetti di Teheran di pochi anni. Quindi la soluzione migliore sarebbe quella di imporre sanzioni internazionali ancora piu’ dure paventando la minaccia militare, che pero’ potrebbe essere inutile e, forse, addirittura dannosa. Insomma, Israele e gli Stati Uniti dovrebbero bluffare sull’uso della forza.

Mi limito a due considerazioni.

La prima e’ che annunciare con largo anticipo un intervento militare ‘chirurgico’ non pare il modo migliore per assicurarne il successo. L’Economist si e’ spinto anche a delieneare un piano militare, che se fosse anche minimamente veritiero darebbe la possibilita’ all’Iran di organizzare le proprie difese. Visto che l’opzione militare e’ sul tavolo ormai da anni e’ plausibile sostenere che l’Iran non sia stato a guardare.

La seconda considerazione e’, per usare le parole di McNamara, collegata all’incertezza che si lega all’opzione militare. L’Economist suggerisce di rendere credibile la minaccia della forza, ma cosa dovrebbero fare Israele e Stati Uniti se l’Iran volesse ‘vedere le carte’? A quel punto ci troveremmo nel pieno della nebbia a decidere se lasciare che il bluff venga svelato, oppure rendere credibile la minaccia militare portando a segno anche solo dei colpi dimostrativi. Una situazione nella quale nessun politico si vorrebbe trovare.

Per chi e’ interessato, l’articolo e’ qua

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