L’importanza del roaming nell’integrazione dell’Europa


I Parlamenti nazionali sono affiancati sempre piu’ spesso dalle istituzioni europee nel prendere decisioni che toccano la vita di tutti i giorni. Per la terza volta in pochi anni, i costi delle chiamate fra i paesi membri dell’Unione Europea (UE) verra’ ulteriormente ridotto. La notizia e’ della settimana scorsa, ma e’ arrivata sui giornali italiani solo ieri. Il previsto azzeramento dei costi di chiamata e’ una di quelle misure fondamentali alla costruzione di un’identita’ comune in Europa.

La Commissione ha rivelato di puntare ad un piano in sette mosse. L’idea complessiva e’ quella di rendere meno costosa la gestione delle comunicazioni trasfrontaliere per le compagnie telefoniche in modo da garantire, cosa che interessa piu’ di tutte, l’azzeramento dei costi di roaming. Questi sono i costi addizionali all’uso del telefonino dovuti al fatto di operare fuori dal territorio nazionale. Ad esempio, il costo nella ricezione delle telefonate quando vi trovate in vacanza fuori dall’Italia.

La Commissione europea e’ stata spesso criticata, a volte anche giustamente, perche’ investe molto del proprio tempo nella regolamentazione (eccessiva) di materie che potrebbero essere gestite a livello nazionale. Tuttavia, questo elemento e’ di grandissima rilevanza perche’ e’ uno dei fattori che contribuisce alla riduzione delle barriere fra i cittadini europei che potranno comunicare piu’ facilmente. Il numero delle transazioni fra le persone, scriveva Karl Deutsch, e’ di fondamentale importanza nel processo di creazione di una comunita’ di sicurezza, ovvero di un’area nella quale benche’ le persone non vadano d’accordo, sentiranno di appartenere alla stessa comunita’ e smetteranno di farsi la guerra. In altri termini, facilitando le comunicazioni e le interazioni fra i cittadini europei, la Commissione sta gettando le basi per la formazione di un’identita’ comune.

Non e’ la prima volta che accade e queste sono le iniziative politiche di piu’ grande importanza per le istituzioni comunitarie. Per esempio, il programma Erasmus di intercambio universitario e’ finanziato esattamente con la finalita’ di facilitare le interazioni fra cittadini di paesi membri dell’Unione Europea. Questo programma ha compiuto da poco il quarto di secolo ed e’ conosciutissimo, molto di piu’ del ruolo delle istituzioni europee nel settore del trasporto aereo. Proseguendo una tradizione continentale avviata agli inizi del ventesimo secolo, dal 1983 attraverso pacchetti di liberalizzazioni promossi dalla Commissione Europea e da sentenze della Corte di Giustizia, le rotte aeree in Europa sono state liberalizzate. Questa attivita’ ha aperto il mercato e favorito la proliferazione di compagnie a basso costo unendo, di fatto e per la prima volta con questi volumi, i cittadini europei. Se oggi possiamo volare con pochi euro in tutta Europa, grazie a Ryanair, Wizzair, Easyjet e tutte le altre, lo dobbiamo principalmente all’Unione Europea.

La Commissione dovrebbe attivarsi con maggiore frequenza in iniziative volte all’integrazione dei sistemi economici dei paesi membri e dedicarsi con vigore alla creazione del mercato unico. Queste sono inziative importanti in questa direzione che meritano la giusta attenzione.

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