L’Italia al timone dell’UE


L’Economist non e’ mai stato tenero con l’Italia, per questo il ‘lancio’ di Monti nella settimana che precede il vertice europeo non puo’ passare inosservato. Il giudizio e’ lapidario:

“Italy, it seems fair to say, is back at the top table after being quietly shoved off under the leadership of Silvio Berlusconi.”

Questo per chi dubita ancora che un cambio di governo non fosse necessario. Invece lo era eccome!

L’intervista da anche spazio al Monti pensiero, ovvero che il rigore fiscale non puo’ essere l’unico pilastro del nuovo accordo europeo, ma c’e’ bisogno anche di altro:

“Mr Monti’s central message, to both Mr Sarkozy and Mrs Merkel, has been that the EU must move beyond enforcing fiscal discipline to stimulate growth”

In altre parole, l’Europa deve agire per arginare la crisi e favorire la diminuzione dei tassi di interesse nei paesi piu’ a rischio, come Italia, Spagna, Portogallo e (ma forse e’ troppo tardi) Grecia. E Monti lancia anche un’altra proposta: la Germania dovrebbe liberalizzare i servizi. Questa proposta poteva venire da molti governi, ma un Primo Ministro cosi’ aperto al mercato non si vedeva da tempo.

Noi per il momento ci accontentiamo di un Primo Ministro che possa andare in Europa e bacchettare i leaders di Francia e Germania in modo da ridare all’Italia quel ruolo internazionale che le e’ di diritto, poi penseremo al resto.

(L’intervista integrale qua)

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