L’Unione incompleta e’ la causa della crisi


Mentre il premier Letta e’ appena rientrato dal tour europeo, la Commissione ha fatto sapere di aver aperto un’indagine sui finanziamenti della Francia al gruppo PSA Peugeot Citroën (PSA). Secondo la Commissione, le condizioni alle quali PSA ha ricevuto il sostegno potrebbero essere una violazione delle regole comunitarie che vietano gli aiuti di stato. L’azione della Commissione, anche in tempi di crisi, e’ a garanzia di tutti quelli che fanno impresa nel mercato comune perche’ contribuisce ad assicurare che tutte le aziende che operano nel mercato unico non abbiano trattamenti di favore da parte dei propri governi. Mentre il fattore geografico conta sempre meno nel fare industria, lo stesso non si puo’ dire per il settore creditizio. La crisi dell’euro e’ in parte causata dalle asimmetrie di condizioni create dalla mancata integrazione del settore creditizio e sarebbe bene che il dibattito in Europa si concentrasse su questo tema al posto di parlare solo di austerita’.

Banque PSA Finance, che e’ la finanziaria di PSA, ha ricevuto le garanzie pubbliche per ottenere un prestito di 7 miliardi di euro nel 2012, mentre il governo di Parigi ha dato 85 milioni di euro direttamente all’azienda. La garanzia pubblica di una linea di credito e’ a tutti gli effetti un aiuto di stato, in quanto senza garanzia pubblica PSA non avrebbe ottenuto il finanziamento. Gli aiuti di stato alle aziende sono in generale vietati nell’Unione Europea, ma esistono delle eccezioni. Una crisi particolarmente significativa puo’ giustificare una deroga, ma l’eventuale aiuto dovrebbe rispettare certe condizioni come, ad esempio, un importante piano di ristrutturazione, oppure delle misure che compensino la distorsione del mercato causato dagli aiuti, come ad esempio la diminuzione della presenza nel mercato dell’azienda. Inutile dire che i costi maggiori della ristrutturazione dovrebbero essere sostenuti dall’azienda che riceve gli aiuti.

La Commission indaghera’ per capire se queste condizioni sono state violate, ma quello che importa rilevare e’ che anche in tempi di crisi le regole del mercato comune possono essere fatte rispettare dalle istituzioni europee nell’interesse di un mercato funzionante per tutti senza che esistano asimettrie di interessi tra gli stati europei. Gli stati sanno che queste pratiche sono vietate e le aziende si regolano senza contare di poterli ottenere. Cosa accadrebbe se alcune aziende potrebbe beneficiare di aiuti di stato ed altre no? I mercati non sarebbero in equilibrio.

Questo accade nel mercato del credito. L’Unione Europea ha l’euro per 17 suoi stati membri, per i quali la politica monetaria e’ gestita dalla Banca Centrale Europea (BCE), mentre per i 27 esiste il Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC) con funzione di coordinamento. Per quanto riguarda i paesi euro, mentre la politica monetaria e’ gestita dalla BCE che prende ordini solo dai trattati, ma moltissime altre funzioni sono rimaste in mano ai governi nazionali. L’integrazione e’ ancora superficiale e questo crea incentivi diversi per i diversi stati e gli attori all’interno di essi. Per esempio, l’assenza di un’unione bancaria ha creato le condizioni nelle quali certi paesi non fossero in grado di garantire le banche sotto la loro giurisdizione, come i casi di Irlanda e Cipro, proprio perche’ i sistemi nazionali sono stati lasciati da soli a gestire una libera circolazione di capitali che riguarda tutto il mercato comunitario.

Questo deficit strutturale crea, nei fatti, mercati del credito diversi cosi’ che aziende in certi paesi sono favorite non perche’ maggiormente produttive, ma solo per aver la fortuna di essere geograficamente basate in un particolare paese membro rispetto ad un altro. L’azione della Commissione nel caso PSA va nell’interesse di tutti gli attori economici che si muovono all’interno del mercato comune, perche’ tutti hanno l’interesse ad avere regole certe in tutti i 27 paesi membri. La Commissione non puo’ agire in altri ambiti, ad esempio quello bancario, e le conseguenze delle asimmetrie degli interessi finiscono per favorire molto pochi attori provocando un generale peggioramento delle condizioni economiche. Vi e’ urgente bisogno di andare oltre l’attuale configurazione dell’UE se vogliamo seriamente impedire che crisi di questo tipo accadano di nuovo in futuro.

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