Ma l’EU non era amica delle banche?


Riporto due notizie, che sono vecchie, ma forniscono spunti importanti per una riflessione. La prima e’ che a novembre l’Irlanda e’ diventato il primo paese ad uscire dal piano di aiuti dell’Unione Europea liberandosi della temuta “troika”. La seconda notizia e’ la decisione dell’UE di multare per 1,7 miliardi di euro alcune tra le piu’ grandi banche del mondo per pratiche lesive della concorrenza. Non voglio apparire necessariamente filo-europeo a tutti i costi, ho scritto molte volte criticando le decisioni (o le non-decisioni) prese a Bruxelles (ad esempio, qua, qua e qua). Tuttavia, queste notizie smentiscono due vulgate secondo le quali le politiche europee siano necessariamente negative e che l’Europa difenda gli interessi delle banche.

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from Blog Reuters from http://blogs.reuters.com/global//files/2010/05/cr_mega_874_EU%20cube.jpg

1. La politica d’austerita’ dell’Europa sta uccidendo l’Italia? Tralasciando il fatto che, come dice Perotti della Bocconi (famosissimo in questi giorni grazie alla vittoria di Renzi che vorrebbe attuare le proposte del Professore per i tagli alla politica), l’Italia non ha attuato nessuna politica di austeria’ visto che i livelli di spesa sono sostanzialmente quelli pre-crisi, il caso irlandese dimostra che la supervisione della troika potrebbe non essere necessariamente una cosa negativa. Il governo di Dublino aveva chiesto 85 miliardi di euro nel novembre del 2010 per rispondere alla crisi che aveva colpito duramente l’Irlanda, li ha usati per sostenere il peso delle riforme e dopo tre anni la troika sta ridando le chiavi di casa agli irlandesi.

2. L’Europa aiuta le banche? Questa e’ un’altra posizione che nella settimana del vaffa-day e della elezione del nuovo segretario della Lega Nord Matteo Salvini appare ancora piu’ curiosa. La tesi di Grillo e di Salvini e’ che l’Europa sarebbe controllata o da burocrati (Salvini) o dalle banche francesi e tedesche (Grillo) che detenendo miliardi del nostro debito avrebbero interesse a non farci fallire, ma neppure a farci risollevare. Se cosi’ fosse, allora bisognerebbe spiegare perche’ la Commissione Europea ha imposto una sanzione monstre di 1,7 miliardi di euro ad alcune banche europee e statunitensi per aver fatto cartello sui tassi Euribor e Libor. Gli istituti multati sono la Hsbc (Inghilterra), Deutsche Bank (Germania), Societe Generale (Francia), la Royal Bank of Scotland (Scozia), JP Morgan (USA), Citigroup (USA) e Rp Martin (Inghilterra), mentre UBS (Svizzera) e Barclays (Inghilterra) sono state graziate per aver rivelato le pratiche vietate dai regolamenti europei. La multa piu’ alta e’ arrivata per la tedesca Deutsche Bank che dovra’ pagare oltre 700 milioni di euro. Se esiste un rapporto speciale tra i palazzi europei e le banche, questo scherzetto della Commissione fa pensare che tale rapporto non sia solo positivo.

Queste due notizie non nascondono di certo la complessita’ ed i limiti della costruzione europea, che continuero’ a criticare come fanno in molti gia’ da tempo, ma la valutazione complessiva del rapporto tra l’Italia e l’ Unione Europea non puo’ basarsi su falsi miti e sulle paure generate da una crisi che dura da tantissimo tempo. L’Unione Europea e l’euro sono perfettibili, ma moltissimi mali dell’Italia sono interamente domestici e sarebbe meglio partire da quelli.

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