Nuove sanzioni alla Russia?


Il Financial Times di oggi pubblica un articolo che riassume l’option paper preparato dalla Commissione Europea e dal Servizio Europeo d’Azione Esterna che sarebbe stato inviato alle capitali nella serata di ieri suggerendo una lista di possibili nuove sanzioni da imporre alla Russia. Per la prima volta l’Unione Europea sembra fare un po’ di diplomazia ‘vera’ facendo arrivare documenti alla stampa mandando chiari segnali a Mosca. Si parla a nuora perche’ suocera intenda insomma.

Il documento indica una serie di sanzioni che vanno oltre quelle imposte dagli Stati Uniti e che segnano anche un salto di qualita’ nelle pratiche consolidate di Bruxelles in questo campo. L’option paper parla di sanzioni finanziarie e commerciali che, se messe in pratica, darebbero un duro colpo all’economia russa.

In primis, per la prima volta si parla di un divieto dell’acquisto del debito sovrano attraverso banche delle quali lo stato possiede piu’ del 50% delle azioni. Il divieto sarebbe esteso a prodotti finanziari con scadenza oltre i 90 giorni, quindi rappresenterebbe un duro colpo al bilancio nazionale ed al sistema finanziario nel suo complesso. Il documento stima che circa la meta dei 15 miliardi di euro in bond russi trattati nel 2013 sono stati venduti all’interno dell’UE.

Oltre a misure finanziarie, l’option paper include anche restrizioni alla vendita di tecnologie avanzate legate a settori strategici come le attivita’ estrattive ad alta profondita, l’esplorazione dell’Artico e l’estrazione di shale oil. Benche’ si parli solo di alcune centinaia di milioni di euro, queste tecnologie non sono sostituibili nel mercato globale e la Russia avrebbe un impatto nel medio-termine sulle proprie capacita’ estrattive.

Inoltre si indica come possibilita il divieto della vendita di prodottidual-use,mercato stimato in circa 20 miliardi di euro, e di un embargo alle armi, che pero’ avrebbe un impatto minore visto che la Russia e’ a sua volta un produttore ed esportatore di armi.

Credo che le notizie rilevanti di questa storia siano due.

La prima e’ che l’Unione Europea ha iniziato a parlare di sanzioni molto pesanti nei confronti della Russia senza toccare il settore energetico. Non era scontato riuscire a disegnare misure in grado di indebolire le certezze del Cremlino senza pagare un duro prezzo in termini energetici. In questo modo la Russia avra’ comunque l’incentivo a vendere il gas ed il petrolio ai paesi europei perche’ indebolita dalle misure finanziarie in atto.

La seconda notizia riguarda l’attivita’ diplomatica dell’UE. Aver fatto trapelare un documento cosi’ sensibile alla stampa prima ancora che gli ambasciatori ne abbiano discusso indica la volonta’ si segnalare a Mosca l’intenzione di cominciare a fare sul serio in caso le attivita’ di sostegno ai ribelli nell’Ucraina orientale proseguano dopo l’abbattimento del volo MH17.

Ora si attende la risposta di Mosca.

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