Nuove sanzioni per la Corea del Nord


A tre settimane dall’ultimo test nucleare arriva un nuovo round di sanzioni per la Corea del Nord. Dopo lunghi negoziati fra i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, anche Russia e Cina hanno sostenuto il tentativo della comunita’ internazionale di alzare ulteriormente la pressione sul paese asiatico affinche rinunci al suo programma nucleare. Le sanzioni sono certamente un passo necessario per i nostri obiettivi, ma non saranno quello risolutivo viste la chiusura e la capacita’ di resistenza dimostrata dal regime di Pyonyang.

La risoluzione 2094 approvata all’unanimita’ nella giornata di ieri ha stabilito una serie di nuove misure che si aggiungono a quelle gia’ in vigore. Il Consiglio ha imposto l’obbligo per gli stati di bloccare ogni transazione finanziaria che potrebbe sostenere il piano nucleare oppure il programma missilistico della Corea del Nord, includendo anche il sostegno finanziario (prestiti ad esempio) per le attivita’ commerciali che potrebbero aiutare Pyongyang a sviluppare le capacita’ belliche. Anche il numero di persone sottoposte a divieto di viaggiare nei paesi membri dell’ONU e’ cresciuto (il numero di persone pero’ non e’ ancora conosciuto).

In realta’, ulteriori sanzioni potranno difficilmente avere un impatto economico decisivo sul paese. Nonostante il voto in favore delle nuove sanzioni, la Cina rimane l’attore principale poiche’ senza la loro piena collaborazione l’impatto di qualsiasi decisione presa in New York sara’ vano. Oltre a questo, il volume di scambi fra la Corea del Nord ed il resto del mondo si mantiene su livelli molto bassi, quindi l’impatto marginale dovuto alla risoluzione 2094 potrebbe essere limitato.

La decisione e’ comunque un segnale importante destinato ad avere conseguenze nell’area. Il fattore di instabilita’ maggiore e’ la situazione fra le due Coree, formalmente in guerra dal 1950 e non ci sono segnali di miglioramento nelle relazioni. Al contrario, la decisione del Consiglio ha scosso gli equilibri con Pyongyang che ha dichiarato di annullare unilateralmente il patto di non aggressione siglato con Seul. La tensione e’ altissima ed il recente cambio di leadership nei due paesi potrebbe non aiutare a risolvere il conflitto.

La Corea del Nord e’ da tempo un paese isolato, ma ha dimostrato di aver raggiunto un equilibro interno che pare offrire una certa stabilita’ al regime. In queste condizioni le sanzioni possono rallentare i piani nucleari ma difficilmente saranno in grado di interromperli. La comunita’ internazionale si deve muovere su un filo molto sottile. Da un lato, il regime di non proliferazione rimane credibile se la pressione sulla Corea del Nord non si riduce, ma dall’altro, un tentativo piu’ deciso simile a quello nei confronti dell’Iran, che include operazioni di sabotaggio e minaccia dell’uso della forza, potrebbe far scivolare la situazione verso la ripresa del conflitto fra le due Coree. E con le armi a disposizione sarebbe una cattiva notizia per tutti.

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