Per quelli che “tagliamo la difesa”


In tempi di crisi si parla spesso di ridurre le spese dello stato ed uno dei bersagli preferiti sono le spese per la difesa. La difesa e’ una di quelle voci di spesa difficili da interpretare, un po’ come gli investimenti. Se io costruisco una scuola oppure un ospedale non mi aspetto di trarne un beneficio immediato, ma so che nel tempo lo avro’. La difesa segue la stessa logica. Le spese per la difesa non danno un ritorno immediato, ma garantiscono un bene pubblico diffuso che e’ difficile da misurare. Per questo diventa un facile bersaglio, come la storia degli F-35, le missioni militari oppure le spese per “gli armamenti”.

Il grafico in basso indica il trend delle spese militari di alcuni fra i grandi paesi nel mondo ed emerge con allarmante chiarezza che l’Italia ha tagliato piu’ di tutti nel comparto della difesa dal 2008 ad oggi. Tagliare oltre significa rinunciare ad avere un esercito. Quindi il vero tema a questo punto non e’ se applicare ulteriori tagli, ma decidere se l’Italia deve avere una forza militare oppure no.

Dati presi da Internazionale.it http://www.internazionale.it/news/economia/2014/02/14/come-cambiata-la-spesa-militare-dal-2008-a-oggi-in-un-grafico/

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