Quattro ragioni che mi hanno fatto votare Renzi


Ho votato Matteo Renzi alle primarie del PD. Lo avevo gia’ fatto l’anno scorso nella sfida con Pierluigi Bersani e voglio dare quattro ragioni per questa scelta. Non parlero’ pero’ del programma presentato nelle scorse settimane, del quale scrivero’ nei prossimi giorni, ma mi vorrei concentrare sul valore simbolico piu’ generale della candidatura di Matteo Renzi.

1. La prima ragione e’ per premiare un metodo di selezione partecipata della classe dirigente. Credo che partecipando quando si puo’ e dando la dimostrazione di interesse per questi appuntamenti, tutte le forze politiche avranno l’incentivo ad adottare le primarie per selezionare candidati e leaders del futuro.

2. Renzi mi sembra il primo leader politico che si lascia alle spalle la guerra fredda, il primo politico post-ideologico. Questo non significa confondere la destra e la sinistra, anche se in Europa queste categorie si scontrano contro una societa’ moderna piu’ liquida e diversa di quella del passato, bensi’ significa utilizzare un linguaggio ed affrontare i problemi senza il retaggio di una tradizione che appartiene al passato.

3. Renzi e’ genuinamente anti-establishment e votare per lui significa esprimere una valutazione critica di una classe dirigente che ha contribuito a delegittimare la politica nel suo complesso. Non si puo’ fare a meno della “politica”, ma si deve rinnovare la classe dirigente di tutti i partiti (e non solo).

4. Renzi e’ in grado di parlare a tanta gente e questa e’ una caratteristica essenziale per un leader politico nelle societa’ moderne. Sono molti a criticare questo lato del profilo di Renzi che gli e’ valso anche il soprannome di “Berluschino”, ma ritengo che un leader debba avere questa caratteristica. Non e’ solo questione di vincere le elezioni, certo saper comunicare aiuta, ma si tratta di avere la capacita’ ci creare un consenso attorno a decisioni politiche talvolta difficili. Sono tempi molto duri ed il consenso sociale e’ necessario.

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