Perche’ il Regno Unito deve rimanere


Arrivo tardi su questo tema, oggi si vota e nel Regno Unito si decide se rimanere dentro oppure uscire dall’Unione Europea. Ci sono tre ragioni (tra le tante) per le quali mi auguro che il Regno Unito rimanga nell’UE.

  1. La storia. Non c’e’ niente che impedirebbe di vivere fuori dall’UE. Ci sono tanti paesi nel mondo che non sono membri dell’Unione, ma il problema non e’ sopravvivere in tempi di pace, ma farlo in tempi di guerra. Questa e’ la vera natura dell’Unione, creata dalle macerie della Seconda Guerra mondiale e certamente un fattore importante nella pacificazione del vecchio continente. L’unione non puo’ essere solo economica, ma deve essere anche politica ed identitaria.
  2. Salvaguardare l’idenita’ europea. Il Regno Unito fa parte della storia d’Europa. Dove altro? Se e’ vero che il Regno Unito e’ diventato grande da isola, questo e’ stato possibile solo in un rapporto sinergico con il vecchio continente, non fuori da esso. Ci sono molte cose che non funzionano nell’Unione Europea, ma Londra dovrebbe essere parte della soluzione per questi problemi. Il Regno Unito appartiene alla storia europea e l’UE ha bisogno del Regno Unito. L’uno senza l’altro starebbero senz’altro peggio di come stanno oggi.
  3. L’incertezza. Ho visto in questi giorni un’efficace vignetta che raffigurava il Regno Unito che, uscendo dall’UE, riceveva in cambio una scatola con sopra scritto “pacchetto segreto”. Rende molto l’idea. Un popolo di antieuropeisti spaventato dal livellamento economico globale, perche’ di questo si tratta, che pensa di risolvere i propri problemi uscendo dall’Unione Europea. In realta’, votare per la Brexit significa prendere una strada di cui nessuno veramente conosce il tragitto e la destinazione. Nessuno conosce le conseguenze di una brexit: dai mercati finanziari, all’economia europea ed a quella di qualche stato membro, dai rapporti politici tra l’UE e Londra al futuro della sicurezza europea. Questa generale incertezza potrebbe essere preferita alla membership al blocco economico piu’ grande del mondo e, soprattutto, con la qualita’ della vita superiore ad ogni altro.

Ha ragione Mario Monti quando dice che il danno potrebbe essere gia’ stato fatto. In fondo, anche se vincesse il No, il rischio e’ che altri paesi decidano di perseguire la stessa strada. Il punto non e’ avere paura della volonta’ popolare, ma il pericolo e’ che questi referendum diventino ostaggio di logiche domestiche che poco hanno a che fare con l’Unione Europea. Ne abbiamo un esempio in casa nostra, dove il referendum costituzionale e’ stato trasformato in un voto di fiducia del Paese al governo di Matteo Renzi. I movimenti anti-europeisti ci ricordano i limiti dell’Unione ed indicano in parte la strada per cambiarla, ma la membership all’Unione Europea non deve diventare materia di scambio politico in mano di una o dell’altra parte. Mi auguro che i cittadini del Regno Unito siano piu’ saggi di alcuni dei loro governanti.

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