Perche’ voglio ricordare Sharon


Nella storia di ogni politico ci sono luci ed ombre. Se poi quel politico e’ israeliano ed ha fatto tutte le guerre dal 1948 al 2005, allora vi e’ la certezza che la zona grigia diventa ancora piu’ grande. Ma se limitassimo la nostra valutazione di Sharon a questo commetteremmo due grossolani errori di ingenuita’, mentre io voglio ricordare lo Sharon politico e la sua capacita di essere leader, che e’ una qualita’ rarissima ai nostri giorni in Europa.

Inizio dagli errori da non commettere. Il primo errore e’ quello di ingenuita’. Le nostre piazze sono affollate di simboli ai quali si potrebbe muovere l’accusa di rapporti a doppio filo con ambienti e metodi poco condivisibili. La storia d’Italia ne e’ piena, da Garibaldi a Cavour, ma anche quella internazionale offre esempi illustri, come lo stesso Nelson Mandela. Non voglio azzardare paragoni con Sharon, bensi’ dire che se anche i Grandi della storia possono essere criticati, quindi figuriamoci gli altri. Ma erano altri tempi.

Di conseguenza, il secondo errore e’ quello di pensare Sharon come ad un governatore di un comune dell’Alto Adige. Israele ed il Medio-Oriente vivono uno stato di guerra e fortissime tensioni dal 1948. Israele e’ il prodotto di una guerra, ed Ariel Sharon ne e’ uno dei protagonisti. Il Medio-Oriente e’ attraversato da grandi divisioni e non solo non sarebbe corretto, ma sarebbe poco intelligente dimenticare il contesto all’interno del quale si muovono gli attori. Spesso si dice che se la guerra mondiale l’avesse vinta la Germania, allora i generali delle forze Alleate sarebbero stati processati per crimini contro l’umanita. Probabilmente e’ cosi’, quindi credo che il fine non basti a nascondere l’affinita’ dei mezzi che vengono utilizzati dalle parti in causa. I bombardamenti dei civili in Germania durante la seconda guerra mondiale non sono stati meno efferati dei bombardamenti dei civili in Francia per mano dei tedeschi.

Fatte queste due premesse, io voglio ricordare lo Sharon politico, quello che ha fondato Kadima e quello che ha deciso che Israele dovesse lasciare la Striscia di Gaza. Due decisioni che rimangono esempi da manuale di scuola su come un leader politico dovrebbe esercitare la leadership. Sharon era il leader del Likud, il partito di centro-destra del quadro politico israeliano, ed incontro’ resistenze fortissime al suo progetto di abbandonare le colonie nei territori palestinesi. Il partito di centro-sinistra non fu in grado di offrire una sponda decisiva in Parlamento per sostenere il ritiro. Sharon decise, contro buona parte del suo partito e fra grandi proteste, di tirare dritto per la sua strada fondando Kadima, una nuova formazione politica in competizione con i partiti maggiori, e vincendo da solo le elezioni. Affrontando grandi opposizioni ed assumendosi grandi rischi, Sharon ha convinto gli israeliani e li ha guidati alla storica decisione di smantellarele colonie nella Striscia di Gaza.

Esercitare leadership politica significa sostanzialmente due cose. Primo, un politico non raccoglie solo i sentimenti ed i desideri della gente, ma li interpreta alla luce di un mondo in continua evoluzione e cerca di guidarli, di cambiarli, di creare consenso attorno ad un progetto di societa’ che si immagina per il futuro. Questo puo’ essere fatto anche con il rischio di perdere le elezioni, perche’ la seconda caratteristica di un leader e’ quella di avere coraggio e sfidare il presente per cambiare il futuro. Sharon ha dato esempio di come queste cose  siano possibili. In Italia, ma anche in Europa, avremmo tanto bisogno di leaders politici come Ariel Sharon.

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