Quali armi vendiamo ai ribelli in Siria?


La recente decisione del Consiglio dei ministri dell’Unione Europea (UE) di non rinnovare l’embargo alle armi verso la Siria ha aperto una questione importante: quali armi sarnno vendute ai ribelli? Il conflitto siriano si protrae da oltre due anni e la vendita di armi potrebbe rompere un equilibrio delicato e favorire la caduta di Assad, ma potrebbe anche alzare ulteriormente la tensione e provare un’ulteriore escalation di un conflitto che ha gia’ causato piu’ di 80.000 morti.

I ribelli siriani hanno bisogno soprattutto di armi anti-aerei ed anti-carro. Le forze governative hanno un fondamentale vantaggio tattico nel disporre di una forza aerea e di mezzi blindati che, al momento, stanno tenendo in equilibrio le sorti della rivolta. Questo tipo di armi potrebbe ridurre il vantaggio di Assad e minacciare il controllo di alcune aree.

Per quanto riguarda le armi anti-aeree spalleggiabili, i modelli probabili sono gli Stinger (americani), i Mistral (francesi), i Blowpipe e gli Starstreak (britannici). Per quanto riguarda le opzioni anti-carro, le forniture potrebbero riguardare i Carl Gustav (svedesi), i Panzerfaust e le Panzerabwehrrichtmine (tedeschi).

Tuttavia, i ribelli hanno gia’ una conoscenza delle armi russi in quanto in dotazione dell’esercito siriano da tempo, quindi e’ possibile che gli stati europei acquistino armi di fabbricazione russa e le rivendano ai ribelli (come i missili antiaerei Strela e Igla e gli anticarro RPG7, RPG18 e RPG29) riproducendo uno scenario ancora piu’ complesso di quelli ai quali eravamo abituati a vedere durante la Guerra Fredda.

Certo, questo tipo di armi e’ principalmente difensivo ed i ribelli potrebbero utilizzarli per mantenere posizioni gia’ sotto il loro controllo oppure rendere la vita difficile alle forze del regime, le quali dipendono dal trasporto aereo per spostare velocemente le truppe da una parte all’altra del paese.

La vendita di questo tipo di armi e’ certamente in linea con lo spirito della politica europea di limitare il numero delle vittime non fornendo, almeno per ora, armi di natura offensiva. Tuttavia, gli equilibri militari di un conflitto sono sempre molto delicati e la vendita di armi e’ stata fortemente criticata dalla Russia che ha annunciato l’invio di nuove aiuti ed accusato Bruxelles di mettere a rischio i negoziati previsti nelle prossime settimane a Ginevra.

Tuttavia, l’UE si e’ impegnata a non vendere armi ai ribelli fino ad agosto, il che significa che questa decisione pare piu’ come una carta da giocare proprio durante i negoziati per ammorbidire la posizione del regime di Assad verso una risoluzione del conflitto. Nonostante il Consiglio avrebbe fatto meglio a votare una Risoluzione in questa direzione, la strategia complessiva di favorire gradualmente i ribelli in Siria, confermata anche dal parziale alleggerimento delle sanzioni finanziarie, e’ certamente positiva.

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