Riflessioni su Cipro, un’Europa incompleta, e sugli europei


Vero, non e’ stata l’europa a causare il disastro di Cipro. Il sistema bancario era insostenibile, tutti lo sapevano ma fin quando era possibile realizzare profitti, in molti hanno brindato di moral hazard. Ora che il sistema e’ crollato sono in molti a lanciare strali contro l’Europa, alla finanza, alla cospirazione mondiale delle banche, questa volta e’ pure colpa di Putin. Mai colpa nostra, mai colpa della nostra esuberante presunzione di aver raggiunto stili di vita insostenibili e raggiunto diritti che non potranno mai venire meno. In queste situazioni penso a due cose.

La prima e’ l’assenza di un’Europa funzionante. Lo stato di New York e’ fallito, il dollaro non e’ mai stato minacciato. La crisi di uno stato non dovrebbe poter mettere in crisi l’euro e, se accade, e’ perche’ mancano quei meccanismi di redistribuzione e di controllo che renderebbero, paradossalmente, casi come Cipro meno probabili. Con maggiore trasparenza e la possibilita’ reale di perdere gli investimenti in un’Europa funzionante, anche il moral hazard delle banche d’investimento (certo, moltissime tedesche e francesi, ma anche italiane) non avrebbero prestato cosi’ tanto a Grecia e Cipro. Lo avrebbero fatto sapendo di poter perdere gli investimenti, con maggiore trasparenza si sarebbe saputo ed il mercato si sarebbe auto-regolato piu’ facilmente. In questo modo, anche gli operatori europei scommettono sull’uscita degli stati dall’eurozona, figuriamoci se non lo fanno quelli esteri.

La seconda e’ che in molti stiamo vivendo oltre le nostre possibilita’. A Cipro non si stava male negli ultimi anni, ma perche’? Perche’ il sistema era drogato e sbilanciato verso un settore unico, quello finanziario, che riempiva l’isola di capitali. Ma il rischio di costruire un’economia di questo tipo e’ responsabilita’ del governo dell’isola, non dell’Europa, o di Putin. I ciprioti votano per il governo di Cipro, ed il costo delle responsabilita’ non puo’ ricadere su altri. Ad esempio, se un paese dell’eurozona votasse, in un mondo puramente immaginario, un multi-miliardario pieno di processi ed autore di una politica assolutamente irresponsabile, magari lo facesse  per molte volte, e se questo ipotetico governo vanificasse ogni speranza di crescita, poi come sarebbe possibile che quello stesso popolo si lamenti per un improvviso crollo del tenore di vita? Il crollo magari sarebbe improvviso, ma non di certo inaspettato. Cosi’ come a Cipro, il crollo magari e’ improvviso, ma non e’ inaspettato.

La governance europea DEVE cambiare, i paesi deboli devono battere i pugni sul tavolo e presentare proposte concrete per dare gli strumenti necessari alle istituzioni europee, che si stanno comportando in maniera imbarazzante, per gestire queste crisi. Ma i popoli europei devono crescere, capire che il mondo sta cambiando, che l’Europa non e’ piu’ il centro del mondo, devono creare economie sostenibili e soprattutto lavorare sempre meglio in un mondo globalizzato.

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