Sempre meno gas russo all’Italia


Le conseguenze della crisi Ucraina continuano a farsi sentire anche in Italia cosi’ le forniture di gas russo sono scese ai minimi da quattro anni. L’Unione Europea e la Russia stanno negoziando sulle forniture di gas all’ombra dei rapporti tesi di questi ultimini mesi, ma ci sono molti nodi ancora aperti. Ad esempio, la Russia minaccia lo stop alle forniture se il gas fornito ai paesi europei dovesse essere rivenduto all’Ucraina, il che ha preoccupato paesi come l’Ungheria che ha gia’ deciso di interrompere le forniture di gas a Kiev. Inutile dire che questa situazione ha delle conseguenze per l’Italia che dipende quasi interamente dall’estero per le proprie forniture energetiche.

La Snam ha dichiarato che dallo snodo di Tarvisio sono transitati 48 milioni di metri cubi rispetto ai 63 dell’anno precedente nel mese di settembre, un crollo del 46%. Questo calo e’ stato compensato da maggiori forniture provenienti dal nord Europa dal passo Gries che sono aumentate di oltre il 60%. Le forniture di gas dalla Russia sono state inferiori agli ordini del 9,3% nel mese di Settembre, probabilmente ancora all’interno dei livelli di tolleranza previsti da questi contratti, ma comunque un campanello d’allarme importante alle porte dell’inverno.

In sostanza, l’Europa ha bisogno del gas russo, ma Mosca vuole essere sicura che questo gas non rientri in Ucraina, per questo ridurre le forniture rende piu’ costoso il sostegno europeo a Kiev. Nonostante la Snam abbia dichiarato che le riserve dell’Italia sono al massimo dal 2011, le consequenze della crisi Ucraina si rifletteranno su eventuali interruzioni o alterazioni delle forniture di gas dalla Russia. Il problema non e’ che rimarremo senza gas, ma che ci costera’ molto di piu’. E pagare l’energia piu’ cara con questa crisi non e’ certamente una buona notizia.

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