Sempre piu’ free trade


Scusate se insisto, ma il tema secondo me e’ centrale. Allora, ricapitolo. Nel mondo globalizzato, l’Italia sta perdendo competitivita’. E’ questo che ci fa stare peggio. Possiamo usare tutti i trucchi del mondo: svalutare, chiuderci, dazi, via gli immigrati, presidenzialismo, doppio carpiato e capriola finale. In ogni caso staremo sempre peggio se non aumentiamo la competitivita’ del Paese. Che se lo mettano nella testa i profeti di facile soluzione che vincono/perdono le elezioni e che sono (chissa’ perche’ poi) spesso ospitati da televisioni e giornali.

Piu’ il mercato e’ libero, piu’ il gap di competitivita’ si fa sentire. Nel 1957 abbiamo deciso che le regole del nostro commercio internazionale sono decise a Bruxelles, quindi non abbiamo piu’ il potere di decidere da soli ma dobbiamo farlo con gli altri 26 stati membri.

Mentre a Roma urliamo, l’Unione Europea (quindi anche noi) ha aperto negoziati per creare un’area di libero scambio non solo con gli Stati Uniti come scritto ieri, ma anche con Giappone e c’e’ un dibattito per farlo con il Canada.

Cara Italia, non c’e’ piu’ tempo e non ci sono trucchi, per uscire dalla crisi bisogna iniziare a lavorare di piu’ e meglio, molto meglio.

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