Un commento all’articolo di Ronzitti sui Maro’


Affarinternazionali.it pubblica un bell’articolo di Natalino Ronzitti sulla vicenda dei due Maro’ che dal 2012 si trovano in India in attesa di giudizio. Ho gia’  scritto in passato su questo tema (qua e qua), e l’articolo di Ronzitti mi pare un buon complemento. Tuttavia, mi sento di aggiungere due cose al suo articolo.

Ronzitti scrive:

Nella strategia seguita, che fin dall’inizio è consistita nel difendersi nel processo invece di difendersi dal processo, si è perso di vista il punto fondamentale: i due marò sono organi dello stato italiano e quindi godono dell’immunità per gli atti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni. Tanto più che il preteso omicidio è avvenuto in alto mare e non nelle acque territoriali indiane. Questo non significa che i marò siano legibus soluti, cioè svincolati da qualsiasi legge. Essi sono soggetti alla legge italiana e spetta alla magistratura italiana (ordinaria e militare) giudicarli.

Buona sintesi, ma il problema per le autorita’ indiane rimane sapere se i due Maro’ stavano agendo nell’esercizio delle proprie funzioni. Benche’ remota, ad esempio, esiste la possibilita’ che i due Maro’, magari non in servizio, si stessero divertendo a sparare alle imbarcazioni di passaggio. Quindi esiste un problema di competenza giuridica e, prima di tutto, la Corte indiana dovrebbe decidere se Latorre e Girone stavano agendo nelle loro funzioni. Il waltzer del capo di imputazione a quasi due anni dall’incidente rimane uno spettacolo stucchevole sul quale preferisco non scrivere oltre, ma certamente 23 mesi avrebbero dovuto essere piu’ che sufficienti per stabilire se i due Maro’ possono essere giudicati da un tribunale indiano.

Il secondo commento riguarda le prossime mosse dell’Italia. Nell’ultima parte dell’articolo, Ronzitti si concentra giustamente sul colpevole silenzio dell’Unione Europea e dell’Alto Rappresentante Ashton, la quale ha piu’ volte sottolineato come questa vicenda sia un fatto bilaterale tra India ed Italia. Quindi Ronzitti indica alcune opzioni all’Italia e scrive:

Come extrema ratio i due marò potrebbero trovare rifugio nella nostra ambasciata di New Delhi senza più sottostare alle intimazioni indiane. Allo stato italiano spetta ribadire con fermezza che essi non sono soggetti alla giurisdizione locale. Per confermare che i marò non godono invece di nessuna immunità dalla giurisdizione italiana, le nostre autorità giudiziarie potrebbero proseguire le indagini a loro carico anche servendosi dei mezzi che la moderna tecnologia mette loro a disposizione.

Tralasciando il fatto che qualsiasi dabbenaggine commessa dalle autorita’ italiane non giustifica questo atteggiamento alla Ponzio Pilato della Baronessa Ashton, mi sento di aggiungere che l’Italia avrebbe anche un’altra opzione da percorrere. La comunita’ internazionale riconosce la giursdizione nazionale sugli atti compiuti all’estero dei propri militari impiegati in modo da dare la possibilita’ ad ogni stato di esercitare la sovranita’ sui loro cittadini. Se questo principio viene messo in discussione, allora il problema non si limita a Latorre e Girone, ma si estende a anche tutti gli altri soldati impegnati in missioni internazionali. La vera extrema ratio per il governo italiano non sarebbe dunque quella di chiudere i due Maro’ nell’Ambasciata d’Italia a Nuova Delhi, bensi quella di minacciare fino a ritirare i propri contingenti dalle altre missioni internazionali. Sarebbe un modo duro, ma probabilmente efficace, per fare in modo che la comunita’ internazionale si interessi di un tema che riguarda tutti.

UPDATE 1: Ho dimenticato di dire che ne avevo scritto anche qua

Tag:, , ,